Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

91.

già che portarono opinione, che ciascuno ne hauesse due, cioè il buono, & il reo, riferendo Plutarco del Genio cattiuo apparso a Bruto, l'vno de'percussori di Cesare, prima in Asia, e dapoi ne'Filippi, doue rotto da'Cesariani vccise sè stesso; non si raccoglie nondimeno nelle medaglie la sigura del Genio cattiuo, quantunque vi si vegga essigiato in più modi. Hora lo ci dimostra assai vario da gli altri la medaglia di Nerone, che hauendo nelvn lato la testa laureata con lettere descritte, contiene nel rouescio vn'albero, sotto di cui
   6. sta vn gran Serpente con la coda auuiticchiata, e che il restante del corpo, con leggiadro giro, solleua in alto, e distende la testa là doue la fiamma accesa d'vn Ara gli si rappresenta dinanzi con sembiante di auuicinaruisi. Cotal medaglia fà vista di non esser batttuta in Roma, non lo dimostrando il segnale del S. C. solito di porsi in tutte quelle, che per decreto del Senato vi si coniauano. Mentre Enea rinouò l'essequie del Padre Anchise, apparue colà d'improuiso vn Serpente, che lo lasciò in forse, se quegli era il Genio del luogo: quindi presero alcuni argomento di mostrare la figura del Genio anche sotto la squammosa forma del Serpente, come nella medaglia suddetta di Nerone è incontrato.
   E'cosa nota, che Tiberio Claudio edificò il sontuoso Porto d'Ostia, e che Nerone ne fabricasse vn'altro ad Antio con intollerabile spesa, nè si raccoglie perche non lasiasse Claudio vna tal memoria a'posteri nelle proprie medaglie, e che volle più tosto Nerone effigiar nelle sue il Porto d'Ostia, che quello d'Antio fatto da lui: che quantunque egli hauesse per auuentura fornito, ò restaurato il primo, doueua nondimeno per ragion dell'affetto, che ciascun tiene alle cose proprie, eternare più tosto il secondo. Vedesi dunque nell'opost
   7. lato d'vna medaglia con testa, e lettere, simiglianti alle descritte, vn Porto in giro con fabriche, e vari seni, doue possono ripararsi le naui; e però che fà vista d'hauer due bocche, ò vscite, si scorge in quella esposta verso l'alto Mare, vna Colonna, ouero Torre, che sostiene vna statua, e vi si legge: AVGVSTI. Che questo fosse il simulacro d'Augusto, ò di Claudio, ouero di Nerone, variano le opinioni: mà comunque sia, si crede, che da quello si palesasse alcun lume per iscorta de'Nauiganti. Nell'altra bocca dell'inferior parte stà Nettuno, ouero Portuno, che fù il Dio de'Porti, sedente, & ignudo, che posando la destra mano sopra vn timone, solleua con la sinistra vn Delfino; dal quale si stende vn piccolo panno verso le parti vergognose, e si legge nel distto: IOR. OST. S. C. cioè: Portus Ostiensis S. C. nel bel mezo del qual porto si veggono sette grandi Naui con vna più piccola barca, alcune in atto di viaggiare, & altre già fermate a'luoghi loro. Et essendo egli fabricato per salute delle Naui, e de'Nauiganti; che dopo varcati gl'immensi seni del vasto Oceano, fà loro mestieri di prender riposo, ciò non più sicuramente può auuenire, che dal fermarsi in alcun seno, ò porto, doue si promettono di star sicuri da'venti,e dalle procelle: quindi è, che si vede Nettuno giacente, il quale pare, che alla quiete, in simigliante luogo, inuiti ciascuno.
   Chiuse Nerone il Tempio di Giano Gemino, cioè di due faccie; essendo, che all'hora nè in mare, nè in terra si facesse guerra alcuna. Fù perciò decretata la medaglia con testa, &
   8. inscrittione, come di sopra, col Tempio suddetto chiuso, e lettere: PACE P. R. TERRAMARIQ. PARTA IANVM CLVSIT; cioè: Pace Populi Romani Terra, Mariq;Parta Ianum Clusit. Il chiudere il Tempio, mentre si godeua da per tutto la pace, fù vsanza posta da Numa Pompilio, che gli edificò il Tempio in Roma nel luogo detto Argileto con due porte solamente, e volle, che facendosi guerra, si aprisse, e nella pace si chiudesse. Onde ne fù Giano chiamato ne'sagrifici Patulcio,e Clusio, da due voci latine, che l'vna significa aprire, e l'altra serrare. Si truoua, che prima dell'auuenimento di CHRISTO, dell'humano genere pietosissimo Saluatore, tal Tempio fù chiuso trè sole fiate in segno di Pace vniuersale: la prima, mentre visse Numa: l'altra dopo la seconda guerra de'Romani co'Cartaginesi: e la terza sotto Augusto, vinto ch'egli hebbe Marcantonio nell'Epiro: e poscia la quarta lo chiuse Nerone. Fù dipinto Giano con due faccie, forse perche riguardasse con l'vna le cose della guerra, già introdotta; e con l'altra il fine di quella, che è la Pace. E si apriua detto Tempio, mentre era la guerra, acciòche vi si douesse sacrificare, non meno per gli euenti buoni di essa, che perche ne seguisse dapoi la Pace; la quale ottenuta, si chiudeua il Tempio: quasi non facesse più mestieri l'vso di simili sacrifici.
   Per la suddetta ragione dunque fù Nerone il primo, dopo Augusto, ad alzare l'altare
   9. della Pace in Roma; onde vedendosi questo nel rouescio di vna medaglia con lettere: ARA PACIS S. C. si è voluta quì porre. 

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