Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

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e di altri particolari ad essi appartenenti, si vedranno da'racconti in Netone, in Traiano, & Alessandro; ma contenendo quello di cui si parla, poco meno di mezo miglio per lunghezza, & vn'ottauo di larghezza; si afferma, che vi dimorassero sedendo cento cinquanta mila persone. Se ne raccoglie tuttauia la forma nella medaglia battuta in Crotone, con testa
   25. laureata di Augusto, & vna piccola palma nel dinanzi, e lettere: DIVVS AVGVSTVS PATER: vedendosi nel rouescio esso Cerchio fabricato sopra di più archi: ma sù li due, che erano li maggiori, e accomodati per l'entrata, stanno altrettante quadrighe, l'vna guidata da'Caualli, e l'altra da Elefanti: hà nel mezo l'Obelisco già detto; e quattro de'simili, ma più piccoli sono posti, due per lato, del maggiore, e senza veruna lettera.
   Molti grandi, & egregi Tempij furono edificati da Augusto, & quantunque ne fossero eretti ad honore di lui, non volle accettarli altramente, che col nome della Città, e suo: secondo lo dimostra la medaglia con effigie di Augusto laureata, e parole: CAESAR. PONT.
   26. MAX. & vn Tempio nel rouescio bene ornato, che rappresenta sopra gli angoli due Vittorie, lè quali porgendo con le destre, vna corona, sostengono, con le sinistre mani, vna palma per ciascuna, leggendouisi: ROM. ET AVG. cioè Romae, & Augusto, la qual medaglia si tiene, che fosse battuta in Pergamo, facendo mentione di vn cotal Tempio Tacito per bocca di Tiberio, mentre questi ricusò, che dalla Spagna ne fosse eretto vno a lui, & alla Madre Liuia.
   Perche temè forte Augusto de'tuoni, e de'fulmini, intantoche portaua con sè di continuo della pelle di Vitello Marino, edificò a Gioue Tonante vn Tempio in Campidoglio, à che egli per tal effetto lo facesse, ò che nel principiarlo, ò consacrarlo si vdissero veramente de'tuoni dal Cielo: ouero come riferisce Suetonio, che nell'andare all'impresa di Cantabria, trouatosi di notte in lettica, gli fù vcciso dalla saetta colui, che gli portaua accanto la torcia, e a lui strisciò ben d'appresso senza offenderlo. Vedesi pertanto vn cotal Tempio
   27. entro vna bellissima medaglia di metallo con sei colonne, che sostentano l'architraue col frontispitio; nel cui mezo si stà il simulacro ignudo di esso Gioue appoggiato, con la sinistra mano, ad vn'hasta, mentre stringe con l'altra il folgore con lettere dall'vn de'lati IOVI, e dall'altro TON.cioè Ioui Tonanti S.C. hauendo nel rouescio la testa di esso Augusto senza corona, e con parole: CAFSAR AVGVSTVS. Fù anche tal Gioue detto Tonans, & fulgurans; facendoglisi nella destra il folgore.
   Essendogli poste in publico delle Statue di argento, fattele leuare, e fondere, volle, che la materia seruisse per vari ornamenti del Tempio di Apollo edificato da lui in certa parte della sua Casa, la forma del quale si scorge entro la medaglia, che contenendo da vn lato
   28. la testa di Augusto con la corona radiata, e lettere: DIVVS AVGVSTVS PATER, si stà nel rouescio esso Tempio; la cui facciata arricchita di sei colonne, dimostra nel mezo vna porta, e da'lati, due grandi base, sù ciascuna delle quali è allogato vn Bue; nè altro vi si legge, che S.C. e ben pare, che li due Buoi sudetti lo dimostrino vn Tempio di Apollo; percio chè pur egli fù quagiù guardatore di armenti, & a lui cotali animali si sagrificauano in Delso, nè io concorro con coloro, che lasciarono scritto poter cotal Tempio essere vno delli molti, che da varie Prouincie furono eretti, e consagrati ad Augusto dopo la morte di lui; perche simil memoria sarebbe in tal caso stampata suori di Roma, nè vi apparirebbe il segnale del decreto del Senato S. C. oltre che in questa medaglia, & in altre simiglianti, intendo, che militino le ragioni addotte di sopra, e per le quali appare, che Augusto fosse riuerito in vita per Diuo.
   Fù Augusto Oratore, dilettossi di lettere Greche, e molte cose la sciò di sè in pro sa, & in verso; fù sobrio, e temperato nel vitto, e nel vestire: ma incontinente, quanto alle Donne, & prestò fede a'sogni, & a gli augurij. Osseruò, e solamente tenne conto della Religione, e delle cerimonie antiche, nelle quali era alleuato. Morirono prima di lui Lepido, Mecenate, & Agrippa; il primo, quantunque participasse del Triumuirato, non fù tuttauia huomo di stima: ma egli lo mantenne sempre sommo Pontefice, nè tal grado si prese, se non dopo la morte di lui. L'altro fù Caualiere Romano, e tanto l'hebbe per confidente, che nelle infermità andaua a riposare nella sua Casa, e se ne seruì nel gouerno di Roma, e dell'Italia. Agrippa hebbe per moglie Marcella figliuola di Ottauia, e nepote di Augusto; dal quale fù astretto a lasciarla, & a prender Ciulia sua figliuola. Generò di costei Caio, e Lucio, che furono adottati da Augusto, e introdotti ne'maneggi della Republica, e disegnati Consoli, & appellati Cesari: ma poscia l'vno morì in Licia, e l'altro in Marsilia per insidie di 

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