Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

455.

   Per rappresentare, che Costantino, co'l dar morte a Massentio, haueua difesa, e conseruata la Città di Roma dalla Tirannide; fù stampata la medaglia co'l Tempio sostenuto da sei Colonne,
   7. sù l'atrio del quale, stà Roma sedente armata di celata, che mentre stende la destra, stringe con l'altra mano vn hasta, con lettere: CONSERV. VRB. SVAE T. T. e nell'auuerso lato stà la testa laureata, intorno la quale si legge: CONSTANTINVS P.F. AVG.
   Et essendo, che Marte fosse fra'Dei Tutelari della Città di Roma, & etiandio Gioue;e Febo istesso, a'quali fù da que'Gentili votato Costantino, acciòche gli prestassero forze di superare il tiranno Massentio; perciò stimo, che, come per rendimento di gratie, stampassero, dopo la riceuuta vittoria, molte medaglie; trà le quali l'vna con testa laureata, elettere, come di sopra, e che stanno ancora nelle seguenti, co'l rouescio di Marte ignudo, che armato il capo di
   8. celata, & appoggiato la destra ad vn hasta, posa la sinistra mano sopra di vn grande scudo, leggendouisi: MARTI PATRI CONSERVATORI, e nel di sotto PTR, come per trauerso.
   In altra medaglia si raccoglie l'istesso Marte armato d'vsbergo, d'hasta, e di scudo, e con,
   9. parole: MARTI, & in altre MARTI PATRI PROPVGNATORI. P. TR.S.A.
   Giouestà in diuersa medaglia in piedi, & ignudo fuori di vn piccol panno, che dalla sinistra.
   10. spalla gli pende; la cui mano appoggia ad vn hasta, mentre sù la destra mano tiene vna piccola Vittoria, che porge la Corona a piede l'Aquila, la quale sostiene co'l rostro vn'altra Corona, con inscrittione: IOVI CONSERVATORI.
   SOLI INVICTO COMITI, si legge d'intorno la figura del Sole, con testa radiata, che solleuando
   11. il capo, e la destra, sostiene con la sinistra vn piccol globo, pendendogli da quel lato vn, panno; già che nel resto cotal simulacro è ignudo, & hà nella parte dinanzi verso il ginocchio vna Stella.
   Per dar la debita lode all'esercito, e per dimostrar gratitudiue verso quello, che condusse Costantino, per soccorrer Roma, e l'altro, che dopo motto Massentio, si congiunse, e sottopose, senza contrasto, all'Insegne, & all'obedienza del vittorioso Imperadore, stimo, che si stampasse la medaglia con testa, e lettere CONSTANTINVS. MAX. AVG. e due soldati armati di scudi, e.
   12. d'haste, che tengono nel mezo loro due Insegne militari simiglianti al Labaro, con elogio: GLORIA EXERCITVS.
   Per attribuire tuttauia vna suprema lode all'Imperadore, fù stampata la medaglia con testa,
   13. senza corona, e lettere, CONSTANTINVS P. F. AVG. comprende nel rouescio vn Ara, sopra di cui stà allogata vna Ciuetta, che hà per lo trauerso vn hasta, da vn lato lo scudo, dall'altro la, celata, con inscrittione: SAPIENTIA PRINCIPIS. Non hà dubbio, che così la Ciuetta, come gli arnesi suddetti di guerra, non sieno tutti simbolo della Dea Minerua, a cui si attribuisce la Sapienza. Erano allogate nell'Imperadore Costantino molte virtù ad vn tratto: ma quella della Sapienza, che lo dimostrò insieme nelle sue attioni prudente, hebbe egli perfettamente. Nè fù, nel vero, piccolo effetto di sapienza il giungere, nel colmo delle persecutioni, che si faceuano contra i fedeli di Christo, a comprendere vna verità tanto al Mondo importante, quanto fù quella del distinguer la vera dalla falsa credenza, che fece poscia conoscer vniuersalmente Cristo, per vero Iddio, e per falsi gl'Idoli: nè inferiore fù la prudenza di tanto Imperadore, nell'operare, che da vna fede, ad vn altra, molti Popoli si trasportassero, senza interporuisi de'contrasti, ò delle rebellioni, come in simili casi sogliono incontrare: onde con ragione gli fù stampata la sudetta medaglia co'l simbolo della Sapienza.
   Non è segnale di gloria, che non si confacesse a Costantino in riguardo della sua gran virtù; onde può credersi, che non si restasse meno di attribuirgliene de'ben grandi, e che se ne facessero in più guise delle memorie: ma la voracità del tempo, e molto più le calamità seguite, dell'hora in quà, non ne hanno lasciato a noi giungere:o se non poche, mancandoui tuttauia, quella della statua, che entrato in Roma trionfante, gli fù eretta dal Senato nel Foro; la quale volle il religioso Imperadore, per corroboratione della sua gratitudine, che stringesse con la destra mano vna gran Croce: hauendo egli fatto publicare ad vn tempo, più editti, insieme co'l suo Collega Licinio, a fauore de'Cristiani; intantoche cessate le tiranniche persecutioni, prese la Cattolica Religione vigor tale sotto di Costantino, che col fauore dell'Onnipotente Iddio, si è dapoi auanzata, e propagherassi fino all'vltimo de'secoli. Ne solamente li due nominati Imperadori vollero, che la Diuina Maestà fosse in Roma, e nell'Imperio Ioro riuerita, & adorata; ma operatono ancora, che Massimino; il quale imperaua nell'Oriente, comandasse 

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