Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

422.

    SI trouò Numeriano co'l Padre Caro nell'Esercito, quando egli fù percosso dal fulmine, e perche di costumi, di virtù, e di valore si mostrò più oltre fornito di quello, che l età di lui richiedeua, in esso la somma dell'Imperio si raccolse. Quando il Padre peruenne al Principato, lo dichiarò Cesare, insieme co'l fratello Carino, C
   1. fecelo Principe della Giouentù: mostrandolo la medaglia con testa radiata, e lettere: M. AVR.
   2. NVMERIANVS. C.
e lui medesimo nel rouescio in piedi, che abbassando lo scettro con la sinistra, stringe l'hasta con la destra, e leggeuisi: PRINCIPI IVVENTVT.
   Conseguito dapoi, con l'Imperio, il nome di Augusto, egli pianse dirottamente la morte del Padre, intantoche trà i patimenti sostenuti, e la vigilanza vsata nella guerra Persica, acquistò non picciola indispositione d'occhi. Fù attribuito a gran pietà del giouane Imperadore ciò, che dimostrò verso il Padre; e ne appare la medaglia, con testa, e lettere: IMP. NVMERIANVS AVG. e Mercurio in piedi nel rouescio, essendoui notato: PIETAS AVG. Il qual simulacro di Mercurio si vide in Aurelio Cesare.
   Attribuendosi anche a Numeriano, come partecipe delle fatiche del Padre, la vittoria
   3. conseguita da esso; si raccoglie perciò in medaglia, con testa come di sopra, lui stesso in piedi co'l globo sù la destra mano, e che appoggiandosi con la sinistra ad vn'hasta, hà due prigioni sedenti, l'vn per lato de'piedi, con tali parole: VNDIQVE VICTORES: volendo alludere alla guerra Sarmatica, & alla Persica.
   Co'l medesimo senso tengo, che camini l'altro rouescio con Gioue in piedi ignudo, che
   4. appoggiato la sinistra ad vn'hasta, sostiene con la destra vna picciola Vittoria, & hà l'Aquila a'piedi, leggendouisi: IOVI VICTORI; peròche intendeuano tal volta per Gioue la persona istessa dell'Imperadore.
   Viaggiaua Numeriano per cagione dell'indispositione d'occhi entro vna Lettica;e perche cadde in pensiero ad Arrio Apro, come alcuni vogliono, suocero di lui, di occupare l'Imperio, vccise in quella, ben segretamente, il giouane Imperadore, negando, che alcuno si accostasse alla Lettica, per non recar trauaglio al Principe, che dal suo male era non lieuemente molestato. Ma sentiosi finalmente il fetore, che per il Cadauero vsciua da quella, fatta perciò palese la morte dell'Imperadore nell'Esercito, fù da esso eletto Diocletiano, dalle cui mani, per vendetta del morto Numeriano, restò dapoi Apro vcciso, e l'Imperadore Deificato.
Figure
Type: drawing

423.
CARINO .


    QVANDO Caro si trasferì nella Persia inuiò Carino già fatto Cesare nella Francia, hauendo commesso alla sua cura l'Imperio dell'Occidente. Riceuuto il titolo di Cesare, stampò il Senato varie medaglie, frà le quali mi dò a credere, che l'vna fosse quella con testa ornata di Corona radiata, e lettere: M. AVR. CARINVS NOB. CAES. & hà nel rouescio le Insegne Sacerdotali, cioè il Lituo, la Secespite, I'Orceolo, il Simpolo, e l'Aspergillo rappresentate in Aurelio Cesare, con inscrittione: PIETAS AVGG. 

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