Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

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militari, à quelle distende le mani, leggendouisi: FIDES MILITVM, come si rappresentò in Macrino. La Dea è l'istessa Fede; la quale vsando la candidezza dell'animo, e la sincerità, e schiettezza propria di lei, opera da per sè sola efficacemente, e con somma perfettione.
   Si trasferì ad vn tratto Probo con l'esercito nelle Gallie, che per la vccisione seguita di Postumo, e per quella di Aureliano, tumultuando, veniuano occupate da'Germani; & il tutto, dopo molta guerra, condusse ad vn felice fine: hauendo de gli stessi Barbari riceuute in suo potere settanta Città. Indi condottosi nello Illirico, vi debellò i Sarmati, e scorrendo per la Tracia, e per li Celti, tutti quei Popoli, alla sola fama, che correua del valore di Probo, gli si diedero in amicitia. Passò poscia nell'Oriente, hauendo nel corso di tal viaggio. debellato Palfurio Tiranno dell'Isauria; la quale Prouincia volle, che si gouernasse con le leggi Romane. Soggiogati da lui i Blemi, molti ne mandò à Roma prigioni. Tolse Ioppe, e Tolomaide a Barbari, e le restituì al Popolo Romano. Mossi li Persiani dalla virtù di Probo, per via d'Ambasciadori, gli chiesero pace: mà ricusando egli i doni di Narseo Rè loro, e negato la chiesta pace, ne li rimandò confusi, ponendo con ciò terrore à quel Rè: mà poscia à lui, & à Persi compiacque della richiesta. Tornato nella Tracia vi mise cento mila Bastarni, che gli furono fedeli: ma postoui de'Vandali, Giapidi, e Gotunni, questi ribellarono, occupando quel paese, mentre Probo con alcuni Tiranni guerreggiaua: ma tutti in fine con varie battaglie sottomise, e vinse i Goti, superando etiandio Saturnino. Per lo che lasciato in somma tranquillità l'Oriente, voltò le forze contra Proculo, e Benoso Tiranni; & appresso Agrippina gli oppresse. La Sicilia purgò da'ladroni; e di la condottosi a Roma, vi trionfò de'Blemi, e de'Germani, donò Congiari, e vi fece spettacoli grandissimi, e grati al Popolo. Quindi non si restò il Senato d'honorare co sì valoroso Imperadore con più sorti d'honori, e fin con lo
   3. stampare delle medaglie; frà le quali è quella con testa armata d'elmo, cinta della corona radiata, che mostrando parte del petto coperto d'armi, stringe con la destra vna lancia, appoggiata alla spalla, con li titoli di sopra notati. Stà egli nell'opposto lato a cauallo con lo scettro nella sinistra mano, solleuando l'altra in atto di Pacificatore, e vi si vede in terra vn prigione, leggendouisi: ADVENTVS PROBI AVG.
   In altro rouescio di Probo stà Marte armato, che caminando sostiene, con la sinistra mano lo scudo, e solleua con l'altra vn ramoscello di Oliuo, con inscrittione: MARTI PACIF. VOlendo per auuentura inferire, che dal portar, che fece Probo l'armi in varie parti del mondo, haueua stabilita la pace all'Imperio: vn simil rouescio stà in Massimino.
   Con l'istesso concetto può affermarsi, che fosse decretata la medaglia con la Dea Securità in piedi, & appoggiata ad vna Colonna, come si vide in Macrino, con lettere: SECVRIT. PERP. poiche con la sua virtù restò sicuro l'Imperio dalle forze straniere.
   Fù scolpita simil Dea in altra medaglia di Probo, ma sedente, e nella guisa, che stà in Nerone, con lo scettro nella destra mano, e leggeuisi: SECVRITAS SAECVLI; perciòche egli haueua reso il tutto stabile contro le innondationi de gl'inimici, hauendoli vinti, e domati con la forza, e con l'armi, e con la clemenza.
   Restituì veramente Probo ogni bene al mondo con la pace, che per le vittorie da lui conseguite, vi si godeua: onde si vede l'altro rouescio di Donna in piedi, in atto di porgere vna corona verso la testa dell'Imperadore, che le stà dinanzi armato; scrittoui: RESTIT. ORBIS. Si vide simile in Aureliano, con lettere: RESTIT. ORIENTIS.
   Stamparono anche per segnale delle vittorie di Probo, la medaglia con la Vittoria istessa,
   4. che con ali distese caminando, porge con la destra la Corona di alloro, e porta con la sinistra il Trofeo, vedendosi nel disotto il fulmine significante lo splendore della gloria di Probo, e yi si legge: VICTORIA AVG.
   Si stimò, che le virtuose attioni, e le vittorie di Probo hauessero accresciuto tanta gloria
   5. all'Imperio Romano, che quella douesse perciò restare in esso, e nella Città di Roma, eterna: si vede con simigliante concetto, il rouescio co'l Tempio; sù l'atrio del quale stà per mio credere, il Simolacro di Roma co'l mondo nella destra, e che appoggia la sinistra ad vn'hasta, col titolo: ROMAE AETERNAE.
   Anche l'Eternità dell'Imperio si volle, che potesse seguire in virtù de'gloriosi gesti di
   6. Probo; e però la figurarono in vn giouine ignudo, in atto di caminare, con la testa radiata, che solleua la mano destra, e porta la sferza d'Auriga nella sinistra; dal cui lato vn picciol
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