Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

360.

   Dato suo fine à così fatte feste, ò che si fabricasse vn Tempio, ò che per dimostrare, che compito il millesimo anno della edificatione di Roma, & insieme il centesimo; nel quale era di costume il celebrarsi i Giuochi Secolari, incominciaua à correre vn'altro Secolo: vedesi per mio credere, espresso almeno il concetto di ciò, e del fine Religioso, à cui, secondo il creder loro, indirizzauano le attioni, apparendo in medaglia del vecchio Filippo, con testa
   13. laureata, e lettere: IMP. M. IVL. PHILIPPVS AVG. vn Tempio, il cui ornato Architraue è sostenuto da otto Colonne, e stà nel bel mezo di esso vna Statua sedente, che può rappresentare Gioue, ouero Romolo conditore, con inscrittione: SAECVLVM NOVVM. S. C.
   Ma con più pregiato rincontro, e più riguardeuole si volle far apparire il pensiero, che forse hebbero li due Filippi, che terminato il suddetto millesimo, si principiasse, sotto gli auspicij loro, il nuouo Secolo; peròche si vede entro vn bellissimo medaglione vn diuerso Tempio;
   14. il cui ornato frontispicio, da quattro sole Colonne vien sostenuto, e vi sono li due Imperadori l'vno per lato ad vn Ara sacrisicando, & hà ciascuno nel di dietro persona, che vi assiste, e due più addentro vi si vedono: essendouene parimente vn'altra colà nel mezo, dietro l'Ara, che stando in faccia, potrebbe essere Ottacilia, e vi si leggono tali note: SAECVLVM NOVVM. S. C. Stanno nell'opposto lato del Tempio l'effigie delli due Filippi coronate d'alloro,
   15. & accanto quella del vecchio v'è la moglie Ottacilia, guatandosi tutti insieme, con inscrittione: CONCORDIA AVGVSTORVM. Tal medaglione, che da per sè mostra la sua rarità, quantunque fosse da me fatto disegnare nello Studio dell'Eminentissimo Sig. Cardinale Gio:Francesco di Bagno; si stà hora nondimeno riposto fra'miei; perciòche accanto l'altre egregie virtù di sua Eminenza tratte da'nobilissimi Natali, & accresciute dall'esperienza acquistata ne'carichi grandi da lui sostenuti, hà voluto, che anche quella della liberalità risplenda co'l mezo di vna tal dimostratione, acciòche restino arricchite le prescnti mie fatiche co'l segnale di vn tale honore, e co'l suo pregiatissimo nome.
   Solleuaronsi in quel tanto gli Sciti; li quali, viuendo Gordiano, si mantennero in fede. Fù Ipedito loro contra, vn certo Marino Sarmato, chiamato poco appresso Imperadore dall'Esercito Illirico. Querelòssi di ciò Filippo in Senato, e gli fù risposto da Decio, persona nobile, e famosa, che tal fatto, ben tosto incontreria, che gli disgombrerebbe il preso timore, e fù indi à non molto, per congiura de'Soldati, vcciso Marino. Perloche Filippo commesse l'Impresa de'Sciti à Decio; il quale appena giunto all'Esercito, fù da'medesimi Illirici acclamato Imperadore: nè per ben, che ciò ricusasse, potè contendere alla forza, che gli fù vsata; acciòche egli acconsentisse alla determinatione loro. Passò Decio sue scuse sopra tal fatto con Filippo, e promise di volere l'Imperio preso perl'altrui forza, spontaneamente rinuntiare: ma quegli pieno di mal talento, dimostratosi fautore de'Christiani, per hauergli fauoreuoli nella speditione contra Decio inimico del nome loro, partì di persona con grosso Esercito per opprimerlo: ma giunto in Verona, fù vcciso da'Soldati: secondo auuenne in Roma del figliuolo ammazzato da quelli delle Guardie, hauendo amendue viuuto cinque anni nell'Imperio.

361.
MARTIA OTTACILIA.


   MArtia Ottacilia fù moglie, e madre delli due Filippi, amendue Imperadori; e si tiene, che fosse Christiana co'l marito, e co'l figliuolo. Del fine di lei non trouo esser fatta mentione. La sua effigie, oltre la già recata nel medaglione descritto, si vede in altre medaglie; e specialmente in quell'vna con testa, e lettere: MARTIA OTTACIL. SEVERA AVG. hà nel rouescio la Dea Concordia sedente, con due Cornucopij nella mano sinistra, e la Patera nella destra, leggendouisi: CONCORDIA AVGG. S. C.
   Anche ad Ottacilia furono stampate le medaglie con quelle sorti d'animali, e d'alro, che
   16. comparuero ne'Giuochi Secolari, secondo si vedono ne'due Filippi. La Colonna descritta nel marito, e che stà in vna medaglia di lei, & il seguente rouescio con l'Ippopotamo, ne recano chiara testimonianza: hauendo dall'vn lato la testa di essa con lettere notate, e nell'altro l'animale suddetto, con tali parole: SAECVLARES AVGG. S. C. Simil bestia vien descritta da Plinio in cotal guisa: Trouasi nel Nilo di grande altezza, & hà l'vnghie fesse come i Buoi: il dorso, 

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