Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

37.

gli alloggiamenti, si ricourò alle genti di Antonio; ma non abbattuto, quanto al vigore dell'animo, raccolte le forze, si espose alla seconda giornata, e vinse, e distrusse gl'inimici, & inuiò a Roma la testa di Bruto, perche fosse confitta sotto la statua di Giulio, essendosi vcciso Cassio da sè stesso. Hauuta simil vittoria, e restato Antonio nell'Oriente, si trasferì Ottauio Cesare a Roma; donde spinse Lepido in Africa. Ma solleuato in quel tanto, per instigatione di Fuluia moglie di Antonio, il Consolo Lucio Antonio di lui fratello, che confidato nel proprio potere, e nella grandezza di quello, pensaua al fare delle nouità, rinchiusosi in Perugia, e da Cesare assediato, questi lo hebbe in mano, e preualendo in esso la misericordia, gli concedette il perdono. Si troua la effigie di Lucio Antonio in medaglia di argento: ond'io come cosa rara, l'hò quì riposta: ella si stà però nel rouescio d'vna, che
   1. ve n'è di Marcantonio, la quale s'introdurrà a suo luogo, e con lettere: L. ANTONIVS COS.
   La fama di così fatta vittoria conseguita da Ottauio, condusse le Città d'Italia, alcune per volontà, & altre per forza, ad accostarsi a lui; quantunque de gli huomini, molti ad Antonio, & altri a Sesto si ricouerassero, fra'quali Tiberio Claudio Nerone, e la Donna sua Liuia Drusilla, che fù poi moglie di Cesare istesso, e'l figliuolo di lei Tiberio, che gli succedette nel Principato. Vollero i Romani mostrare di sentir contento del seguito, fin col portar Ottauio Cesare in habito Trionsale entro Roma, e con l'honorarlo d'vna corona di
   2. Lauro, secondo lo rappresenta la medaglia con sua effigie, e lettere: CAESAR DIVI F. e che
   3. nel rouescio vi hà la già detta Corona con inscrittione: DIVOS IVLIVS. La qual corona, quantunque propria de'Trionfanti, potè nondimeno esserui posta come per segnale del Decreto, che secondo riferisce Dione, fece il Senato: che il Lauro stesse dinanzi la Corte Regale di Cesare; e che la Corona di Quercia pendesse sopra il capo di lui: l'vno come a vincitore di nimici, e l'altra come a conseruatore di Cittadini.
   Ma Antonio, che, per false querele della moglie Fuluia contra di Cesare, fù astretto di passare conducendo Naui, in Italia per fargli guerra, trouato, che non haueua data cagione alcuna alla rottura seguita con essa, e con Lucio Antonio, si pacificò, e diuise con lui l'Imperio; e tornato al gouerno, vdì, che volutasi trasferire Fuluia nell'Asia per trouarlo, si era morta in Sicione; laonde Cesare per più stabilirsi con Antonio, gli congiunse la sorella Ottauia per moglie. Voltò poi l'animo a distrugger Sesto Pompeo, che essendo prima Capitano di Naue, deposto da simil carico, non volle abbandonare l'Armata: ma trasferitosi, con quella, di Spagna in Italia, si staua d'intorno l'Isole temporeggiando, con isperanza, che non hauendo hauuta nella morte di Caio Giulio alcuna parte, douesse Cesare restituirlo alla Patria. Inteso poi, che era posto fra'proscritti, datosi a fabricar Galere, & a raccoglier coloro nell'istesso infortunio caduti, ò per altre cagioni discacciati, e fattosi per tal via potente, preso Messina, e Siragusa, con altre Città, e impadronitosi del Mare d'Italia, con forte Armata, sotto Mena, e Menecrate corsali, a'Capitani di Cesare, & a lui medesimo recò gran trauagli, e diede rotte grandissime: intantoche Cesare hebbe tal fiata per molto accetto il riconciliarlosi. Al qual fine contuttoche a due mariti, amendue Consoli, fosse stata congiunta Scribonia di Lucio Scribonio suocero di Sesto, e che dell'vno renesse figliuoli; si maritò nondimeno con essa, e n'hebbe Giulia; e condottosi, col mezo di Antonio, a parlamentare, presso Miseno, con Sesto, accordato, ch'egli si godesse la Sicilia, e la Sardegna, e che serbando sicuro il mare da Corsali, mandasse a Roma certa quantità di grano, conuitaronsi insieme, e'l primo fù Sesto a riceuer gli altri nella sua Capitana, dicendo ad Antonio di volerlo condurre nelle Carine, cioè nel fondo di Galera: ma vi hebbe per fine il motteggiarlo, ch'egli la casa di lui paterna si hauesse in Roma occupata, che posta era in luogo detto le Carine. Mentre dunque si faceua, con allegrezza, il conuito, accostatoglisi all'orecchio Mena Corsale, con sommessa voce: Vuoi tù, ò Sesto, gli disse, ch'io tagli l'ancore, e non della Sicilia, e della Sardegna solamente; ma dell'Imperio Romano ti faccia Signore? rispose Sesto: bisognaua, ò Mena, che senza dirlo, tù fatto l'hauessi: contentiamoci però di quello, che passa; percioche nè il giuramento, nè la fede mia romperei giamai. Stabilito pertanto il tutto, conuenne indi a non molto a Cesare, per la mala qualità de'costumi di Scribonia, il ripudiarla; e compiacciutosi di Liuia Drusilla moglie di Tiberio Claudio Nerone tornato di fresco in Roma con Antonio, benche di già madre di Tiberio, e 

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