Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

286.

Rinoceronte, vna Tigre, & vn'Hippotigre, vedesi entro la medaglia con testa, e lettere M.ANTONINVSPIVS AVG. BRIT. vn'Elefante in atto di caminare, e vi stà scritto: P. M. TR. PO. XII. COS. 111. I. P. P. S. C. se ne vide vno simile in Antonino Pio.
   Stà in altra medaglia la testa laureata con l'istesse lettere, & hà nell'opposto lato lui
   12. medesimo in piedi armato, e col Paludamento; tiene sù la destra vna plccola Vittoria, che gli porge la corona: & appresso i piedi vn prigione sedente con le braccia dietro, e stende la sinistra ad vn grande scudo, tenendo nella medesima vn hasta, con parole: P. M. TR. P. XVI. COS. 1 111. P. P. S. C. Questo parmi, che possa intendersi pe'l simulacro della Virtù militare di Antonino.
   Si volle forse mostrare per adulatione, che fossero condotte con somma prudenza dall'Imperadore l'Armi, e le Vittorie; e che a lui ne seguisse perciò non piccola gloria, vedendosi, per mio credere, ciò espresso in medaglia con testa giouanetta cinta d'alloro, & inscrittione:
   13. IMP. CAES. M. AVR. ANT. AVG. P. TR. P. Mostra nel rouescio Minerua in piedi vestita a lungo con la celata su'l capo, e lo scudo a'piedi, & appoggiandosi con la sinistra ad vn'hasta, sostiene sù la destra vna piccola Vittoria, & hà nel didietro vn bel trofeo composto su'l tronco, leggendouisi: MINER. VICTRIX.
   Giunti li due Imperadori fratelli in Roma, dopo d'hauer per istrada mostrati l'vn dell'altro segnali di gran diffidenza, e consecrato il Padre, e fatte altre funtioni douute allo stato loro, com'erano diuisi con le volontà, così gli amici, & gli alloggiamenti, vollero per ciascuno separate, e fin tentarono diuidere l'Imperio, e mentre per tal'effetto affrettauano di stringer ne le conuentioni fatte frà di essi, Giulia li pregò, che al diuidere anche lei pensassero, se voleuano l'Imperio partire; perciòche amandoli egualmente, conueniua, che vna parte di essa appresso ciascuno si rimanesse. Pare, che li due fratelli ritornati all'vnione si stringessero nell'atto del sacrificare, e stimo, che volesse ciò rappresentar il Senato nella medaglia, che oltre la testa, e lettere: M. AVRBL. ANTONINVS PIVS AVG. hà due figure, che sopra d'vn'Ara si porgono le destre: & vn'altra ne stà loro nel mezo, che mostra esser Donna, con inscrittione: PONTIF. TR. P. XIII. COS. 111. s. c. e per auuentura ella è Giulia in atto di pregare, come di sopra i figliuoli. Il qual rouescio si è ancora veduto in Seuero.
   Molte vie tentò Antonino in vano per estirpare il fratello Geta, essendo col tempo le discordie frà di essi aumentate. Fatto finalmente impatiente; perciòche il pertinace contrasto dell'animo gli accresceua l'empito di vn gran desiderio, entrato con risoluto proponimento nelle stanze della Madre, doue Geta si staua all'hora per riposare, iui nel grembo di lei con più ferite l'vccise, e di colà furiosamente vscito, chiamate le guardie, si fece condurre correndo à gli alloggiamenti de'Soldati; & entrato là doue le Insegne militari stauano riposte, che stimauasi luogo sacro, gittatosi in terra, rendena gratie à gli Dij, come se votato si fosse per la propria salute. Indi narrò d'hauer fuggite le insidie dell'inimico fratello, dopo hauerlo superato, & esser perciò all'hora egli solo Imperadore. Promise per la salute, e per l'Imperio molti doni a'Soldati, li quali inteso il caso, come Antonino lo raccontò, dichiarandolo Imperadore, e Geta inimico, e rubello, accompagnarono il seguente giorno Antonino in Senato; doue hauendo egli affermato, che Geta lo volle vccidere, mostròssi ad vn tratto verso gli amici di quello irato, e si ritirò nel Palagio, nè appena giuntoui, grandissime furono le vccisioni de'domestici, e de gli amici del fratello, non perdonando etiandio a'fanciulli, che allattauano, nè all'ordine Senatorio, ò a qualunque altro, che per nobiltà, ò per ricchezze sosse eminente. Fece anche vccidere la sorella di Commodo, che fin'all'hora, come conueniua alla memoria del Padre Marco, fù hauuta in honore da gl'Imperadori; e con essa estinse la propria moglie Plautilla, e Seuero di lui Cugino, e figliuolo di Lucilla: seguendo a queste altre infinite vccisioni, e crudeltà, non per lo innanzi vsate da altri. Lo spauento cagionato perciò in tutti da per sè si palesa; e forse che il Senato per addolcir la fierezza di Antonino con le adulationi, si mosse a decretargli nuoui honori, l'vno de'quali giudico fosse quello di voler far'apparire, che per prouidenza de gli Dei, egli fosse campato da vn tal pericolo. La onde si vede la medaglia con testa, e lettere: M. AVREL. ANTONINVS PIVS AVG. BRIT. e con Donna in piedi, la quale appoggiando la sinistra ad vn'hasta, distende con la destra vna bacchetta, ò scettro verso di vn globo, e vi si legge: PROVIDENTIAE DEORVM. S. C. La qual Prouidenza si rappresentò in Traiano. L'attributo della Prouidenza si dà a Dio, 

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