Volltext: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

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detto Caracalla, nacque tra di essi notabile discordia; intantoche fecero due parti del Principato: onde Giulia interpostasi fra loro: poiche, disse, vi siete deliberati di diuidere vn tale Imperio conseruatosi per tanti secoli intero, e l'hauete fatto, vi priego figliuoli, che anche mè vostra madre vogliate diuidere; acciòche non mi sia tolto il restare appresso ciascun di voi, che mi siete egualmente cari; e con molte lagrime abbracciatigli, di conciliargli si affaticò: per la qual cagione parue, che all'hora restassero i due fratelli, come persuasi all'vnione. Tale atto vsato in publico da Giulia, le acquistò dapoi il nome di Pia, e le fù decretata
   28. dal Senato la medaglia, con testa, e lettere: IVLIA AVGVSTA: la quale standosi nel mezo de'figliuoli, l'vno togato, e l'altro con la corazza, e'l Paludamento, & vn'hasta nella sinistra, si studia di fare ad amendue congiunger le destre, per segnale d'amicitia; e vi si legge: PIETATI AVGVStae. s. c.
   In riguardo della medesima attione, che pur fù di beneficio al Publico, hauendo Giulia fermata ne'figliuoli la risolutione di diuidere l'Imperio, stimo, che il Senato le decretasse la
   29. medaglia con testa, e'l nome: IVLIA PIA FELIX AVG. e vna Donna sedente nel rouescio, che
   30. tenendo nella sinistra mano lo scettro, porge con la destra vn ramoscello, che può esser d'alloro, con lettere: MAT. AVGG. MAT. SEN. M. PATR. s. c. cioè: Madre degli Augusti, Madre del Senato, Madre della Patria. Li titoli di felice, e di Augusta è opinione, che le fossero aggiunti all'hora, che essendole vcciso nel proprio grembo il figliuolo Geta dal figliastro Caracalla, fù da questo, che solo era restato Imperadore, presa per moglie: e perche per tal via era già due fiate Imperz drice, e Madre d'Imperadore, si stima però, che fosse chiamata felice Augusta. La Donna sedente fà vista d'esser lei medesima, honorata poi dal Senato col chiamarla a nche Madre, e Madre della Patria.
   Le fù stampata etia ndio l'altra medaglia con testa, e lettere descritte; & vna Donna in
   31. piedi col capo velato, che tenendo con la sinistra l'Acerra, distende la destra verso vn'Ara, che le stà dinanzi col fuoco acceso, e fà vista di gittarui sopra alcuna cosa, secondo ne'sacrifici è di costume; e leggeuisi: VOTA PVBLICA. s. c. Volendo per auuentura denotare, che mentre Caracalla, dopo hauer vcciso il fratello, si andaua dolendo di essere campato da vn gran pericolo, e che gli era conuenuto vccidere l'inimico, il quale insidiaua alla vita di lui, fossero fatti voti publici per la sua salute, e della madre, che poi le diuentò moglie. L'Acerra era vna piccola, ma ornata cassetta, nella quale si teneuano riposti gl'incensi, & altri odori soliti vsarsi ne'sacrifici.
   Vedesi altra medaglia con l'effigie di Giulia, e lettere descritte, che hà nel rouescio vn
   32. Tempio roton do ornato di Colonne, entro al quale stà riposta vna piccola Statua, e vi sono quattro Donne, e due fanciulle, co'capi velati: due delle prime, vicine ad vn'Altare, che porgono le destre sopra di quello, fanno vista di sacrificare, e vi si legge: VESTA. s. c. Vesta fù tenuta esser la Terra Madre di Saturno: ma quì viene intesa pe'l fuoco. Fù ella sempre Vergine, non v'essendo cosa più pura della fiamma, e meno atta al generare: e perciò Vergini conueniua, che fossero coloro, che ministrauano, e custodiuano il sacro fuoco. Hebbe il Tempio in Roma di forma rotondo, per rassomigliarlo al corpo della Terra, che è tale: ele Vergini sue ministre, chiamate Vestali vi manteneuano, entro di certo globo sospeso in aere, il fuoco rinchiuso, come dimora in alcune parti della Terra, e n'appaiono segnali in Etna, e nel Vesuuio. Conseruauasi ancora il Palladio già venuto da Troia, col mezo di Enea; & erano le Vestali dal Pontefice Massimo punite seueramente, se hauessero il perpetuo fuoco lasciato estinguere; o non serbata intera la Verginità; peroche trauiando da questa, erano riposte viue sotterra.
   Bassiano preseGiulia di lui Madregna per moglie; peròche vedutole, vna fiata, il petto scoperto, a lei, che era bellissi ma, disse: che se lecito gli fosse stato, volentieri haurebbe sentito il sapore di quei pomi, che dinanzi si vedeua. Al che si vuole, che rispondesse Giulia: essere a lui conueneuole ciò, che volesse; perciòche come datore delle leggi, poteua quelle a sua voglia mutare, e valersi della propria volontà per legge. Ond'egli acconsentendo, senza riguardo, che colei fosse stata moglie di suo Padre, e Madre di Geta, da lui vcciso, celebrò con essa le nozze, e seguita dapoi l'vccisione di Bassiano nella Mesopotamia, & essendo di là mandate le ceneri di lui entro vn'vrna d'oro in Antiochia a Giulia, che gli era Madregna, e moglie, questa preso partito di più oltre non soprauiuergli, beuuto il veleno, si morì. 

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