Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

31.

Scipione allhora Consolo, che con esercito gli si oppose, & anche di Carbone. Congiuntosi con Silla, questi lo salutò Imperadore, & altri honori gli fece; & indi fù mandato ad assistere, con esercito, a Metello, che già vecchio guerreggiaua nella Spagna. Vinta da Silla l'Italia, e fattosi Dittatore, persuase a Pompeo il licentiar la moglie Antistia, e lo sposare Emilia sua figliastra nata di Metella già maritata in Scauro, e che pur allhora era grauidae di altro marito: Ma Emilia appena fatta sposa, morì appresso di Pompeo sopra parto. Sedati con la morte di Carbone, stato tre volte Consolo, e d'altri nimici di Silla, li solleuamenti della Sicilia, fù destinato dal Senato, per combatter Domitio nell'Africa, & incontrato venti mila nimici, soli tre mila ne lasciò viui, & esso ne fù chiamato Imperadore: Ma cotal nome non accettò Pompeo prima, che presi gli steccati nimici, anche Domitio non fosse morto. Vinta nel solo spatio di quaranta giorni cotal guerra, e soggiogata l'Africa, accordate le differenze, che verteuano fra alcuni di quei Rè, correndo egli l'età di ventiquattro anni, tornò a Roma; doue hebbe incontro Silla; il quale stesagli molto di lontano la destra, e con gran voce salutandolo, chiamollo Magno. Chiesto il Trionfo, Pistesso Sillae glie lo contese, come a persona, che nè era Consolo, nè gli spuntaua appena la barba; nè il Senato l'haueua accettato per Senatore: ma dicendo Pompeo, che molti più riueriscono il Sole nascente, che quando tramonta, quasi la grandezza di lui stesse allhora in aumento, e quella di Silla declinasse, conseguì, col trionfare, il pieno del suo intento. Morto Silla, fù da Lepido, che poco prima, con l'autorità di Pompeo, hebbe il Consolato, presa in sè la fattione Sillana, e suscitate delle seditioni; per la qual cosa oppostogli dal Senato Pompeo, questi vinse, & ammazzò Bruto appresso Modana, e fugò Lepido in Sardegna, doue si morì oppresso da graue infermità. Rimandato Pompeo dall'istesso Senato Proconsolo, per difesa di Metello, contra Sertorio nella Spagna, ruppe sotto Valenza due suoi Capitani Herennio, e Perpenna; con morte di dieci mila, e più nimici; e combattuto con egual fortuna Sertorio istesso, non prima partì dalle conuicine Prouincie, che intese lui essere stato da'suoi medesimi vcciso: nè volendo pertuttociò rouinare lo stato di coloro, che a danno della Republica si teneuano con Sertorio, commise al fuoco le lettere, che gli furono trouate appresso. Ma restato tuttauia Perpenna potente; spinse di nuouo contra di esso l'esercito, e secondandolo la fortuna, lo disfece, & ammazzò. Tornato Pompeo in Italia, vi consumò le reliquie de'solleuati Serui, superati poco prima da Crasso, con morte di ventiduemila, e trecento, hauendone Pompeo vccisi cinquemila.
   Conseguito però in Roma il secondo trionfo, e con l'istesso Crasso il Consolato, si empirono fra tanto i mari di Corsali, nè alcuna sicurezza restando, etiandio nelle Città, di poter viuere; fù Pompeo dichiarato Capitano Generale con grandissima autorità sopra tutti gli huomini, e di molti Popoli, e Nationi, e di Rè potenti hebbe il comando. Con tale autorità, e col seguito di quindici Senatori da valersene a sua voglia per Luogotenenti, passò con grossa armata a così fatta impresa. E quantunque il mare Tirreno, l'Africano, quello di Corsica, e gli altri di Sardegna, e di Sicilia fossero del tutto infetti; nondimeno con la sagacità, prudenza, e valor suo, nello spatio di tre mesi, diede fine a simil guerra. Ma indi a non molto con autorità maggiere, e con più potente armata, fù spedito contra Mitridate, e Tigrane, li quali superò in più battaglie; e riceuuto Tigrane, che volontario, con vn figliuolo, gli si diede, vdita la morte di Mitridate, che se stesso vccise, si trasferì in Italia; doue inteso, che Mucia sua moglie haueua la fama di lui, con vitupero, macchiata, la ripudiò. Si hebbe allhora pensiero, che Pompeo douesse vsurpare la Monarchia: ma egli disfatto l'esercito, e mostrata in ciò la sua modestia, non pure si accrebbe la publica beniuolenza; ma ne fù ornato di modo il terzo suo trionfo, che nè il più ricco, nè il più splendido si vide per prima; peròche trionfando di varie Nationi, e conducendoui gran ricchezze, e trofei, parue, ch'egli trionfasse di tutto il Mondo; si come dell'Africa, dapoi dell'Europa, & in quest'vltimo separatamente dell'Asia trionfò. Ben poscia si comprese, che il colmo della fortuna, e della gloria di Pompeo si restò in quell'humana apparenza terminata, e che pur allhora il volgimento della felicità di lui hebbe suo principio, perciòche con l'emulatione della sua potenza, fattosi grande Cesare, egli attese dapoi ad annichilare Pompeo istesso; il quale portatosi male contra Lucullo nell'Asia, tornato questi di là, e fatte confermare le sue attioni, si diede a trauagliar Pompeo: ma egli accostatosi a Cesare, e preso la figliuola Giulia
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