Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

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nell'ali, da essi alla guisa di vele in modo distese, che non sembrano di correre, ma di volare, erano da esso così destramente colpiti nel collo, che spiccatolo, e caduta la testa, quasi il rimanente fosse ancora viuo, non s'arrestaua per alquanto spatio dal corso: nè di ciò contento Commodo, nè fodisfatto dell'applauso seguitogliene, vscito colà nel mezo tutto ignudo, e prese l'armi, mostròssi à tutti in forma di Gladiatore, e volle, che molti combattessero con esso lui: mà questi a prima ferita chiamatisi vinti, come Imperadore lo riueriuano.
   Giunto Commodo nella Tribunicia Potesta XV. furono fatti li Voti vicẽnali, cioè per venti anni, intorno a'quali, nel progresso delle attioni di Commodo si è di sopra discorso. Se ne vede il rincontro nella medaglia, con testa laureata, e titoli: M. COMMODVS PIVS FELIX AVG. BRIT. P. P. e con la corona di alloro, entro di cui tale inscrittione stà notata: VOT. XX. P.M. TR. P. XV. IMP. VIII. COS. VI. S. C. Il quale rouescio si vide in Aurelio.
   Con magnifico rincontro si raccoglie ancora il segnale de'Voti Publici per l'Imperadore, e per l'Imperio, entro il medaglione venutomi in dono dalla liberal mano della Signora Fe. lice Zacchia, delle cui virtù fauellai in Fuluia Augusta di Tito: hauendo voluto simil Signora, che nel mio studio, & in quest'opera, come cosa degna io lo riponessi. Questo oltre all'essere ben grande, e conseruato, e con sua patena verde, contiene nell'vn de'lati, con eminente
   31. rilieuo, la testa laureata di Commodo con tutto il petto, e lunga barba, e lettere: M. COMMODVS ANTONINVS AVG. PIVS P. P. rappresenta nell'altro l'Imperadore in piedi in habito Sacerdotale, che con l'assistenza di trè Persone Togate stà nell'atrio del Tempio porgendo con la Patera alcun'odore su'l fuoco, che dal Tripode sorge in alto, vedendosi dinanzi à lui vn ministro giouinetto, che tiene con la destra mano l'orceolo, ò vaso da sacrificare, standogli dietro il Toro, che chinato il capo attende il colpo di già con solleuata mazza preparatogli dal Vittimario, & indi per fianco, sono più verso il Tempio due ministri; l'vno de'quali tiene la verga sù la destra spalla: l'altro suona due tibie, ò sieno flauti ad vn fiato. L'Architraue del Tempio, che pur'è ornato di varie Statue, viene sostenuto da sei colonne, leggendouisi: TR. P.VII. COS.IIII. VOTA PVBLICA; che di commune consenso di tutti gli Ordini si faceuano per la salute dell'Imperadore, e per la felicità della Republica, e dell'Imperio Romano.
   Auanzauasi la frenesia di Commodo nel chiamarsi Ercole Romano: stà pertanto nell'opposto
   32. lato di medaglia con testa laureata, e con lettere: L.AEL.AVREL.COMM.AVG.P.FEL. tal simulacro ignudo, che con la destra mano compone vn Trofeo, sostenendo con l'altra il Vello Leonino, e la Claua, e vi si legge: HERCVLI ROMANO AVG. S. C.
   Et acciòche le sue attioni Erculee non restassero senza il pregio della perpetua memoria loro; si vede però entro vn medaglione, la testa coperta della pelle Leonina, con lettere
   33. sudette, hà nel rouescio l'Arco, la Claua, e la Faretra piena di freccie, con inscrittione: HERCVLI ROMANO AVG.
   Nè di ciò contento, volle etiandio, emulando Romolo essere chiamato Hercole di Roma fondatore: onde il Senato attendendo à compiacerlo, stampò il medaglione con testa coperta
   34. del Vello Leonino, e lettere sudette, & egli vi stà ignudo, col Vello, e la Claua nella sinistra mano, spingendo con la destra l'aratro, condotto da due Boui, quasi egli tiri il solco, per fondare di nuouo la Città di Roma; la quale volle in fine chiamare col suo nome Commodiana, secondo si studiò, che anche il Senato si chiamasse Commodiano, e vi si legge: COS. VI. P. P.
   Volendo, che Roma detta da lui Commodiana, si hauesse per sua Colonia; poiche si era disposto di condurui ad habitare nuoui Coloni; per adularlo tuttauia, in simil pensiero, decretò il Senato l'altra medaglia con l'Imperadore togato, che porgendo le mani sù l'aratro
   35. condotto da due Boui, continua il tenore già preso di tirare il solco, e vi si legge: COL. L.AN. COM. P.M. TR. P.XV. IMP. VIII. COS.VI. S. C. cioè: Colonia Lucij Antonini Commodiana. Volendo gli antichi Romani fabricare le Città loro, ò dar luogo alle Colonie, haueuano in costume di circoscriuere con l'aratro il sito destinato à tale effetto, e vi tirauano il solco, conducendoui giunti insieme vn Toro', & vna Vacca. Il primo era posto da quel lato, che doueua restare di fuori delle mura, e l'altra in quello destinato per il di dentro di esse, volendo con ciò dare à vedere, che i maschi si metteuano dal lato di fuori, perche conueniua loro il lauorare li terreni, il combattere con chì tentasse d'infestargli, il viaggiare, & il fare altre simili cose, & essere perciò alla sembianza del Toro, forti, e feroci. Restauano le femine nel di dentro 

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