Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

25.

gli soprauenne, come scriue Sozomeno, se ne passò in Bizantio, e fabricataui la Città, e ridottola, per quanto egli potè, alla forma di Roma, dedicolla al proprio nome, se ben mi souuieue, l'anno trecento trenta di Christo. Quindi si vede che volendo il Redentor nostro, con la somma sua prouidenza, ampliare la Fede, ingrandir la sua Chiesa, & accrescerne, non dico la potestà, che da principio diede à Pietro, & a'Pontefici Romani suoi Vicarij in terra, ma il modo di esercitarla più facilmente; e volendo insieme illustrare, col lume della Fede istessa, e con lo splendore dell'opere sante, le Nationi, e Popoli dell'Occidente, e del Settentrione, facendo nascertanti Regni, e Principati Christiani, era conueniente secondo la natura delle cose humane, che quell'Imperio Romano prima cadesse. Ma per tornare al primiero mio fine, che è come sopra dissi, di scriuer le cose solamente, che all'Historia Romana appartengono, lascierò Costantino in Costantinopoli; & hauendo seguitato gli scritti de'più celebri, & approuati autori, mi sono studiato d'illustrare, i fatti di questo, e di quello Imperadore col testimonio delle medaglie, ch'io tengo appresso di me, hauendouene pochissime poste, che mie non sieno, e queste ancora contrasegnate co'nomi de'Padroni loro; è nel fine della descrittione della vita, ne hò disegnata l'effigie, con tutti i rouesci per ordine de'numeri in quelle descritti; Hò ad vn tempo procurato, che lo stile, nè per troppa breuità sia oscuro, ò per souuerchia lunghezza noioso; ne solamente hò scritto le principali attioni de gl'Imperadori, le quali con la verità delle medaglie stesse possono autenticarsi: ma altre molte ancora ve ne son'andato aggiungendo, che per l'ordine, per l'intelligeuza dell'Historia conueniua di sapere. La onde contenendosi nel presente mio libro le principali attioni de'Cesari ordinatanιente distese, non può mettersi in dubbio, che vna vera, e formata Historia esso non abbracci, nè altri mi riprenda se io alcuna volta non sarò affatto basteuole di rendere esquisite ragioni, neIl'applicare i rouesci alle attioni de gl'Imperadori, douendo esser'à sufficienza, trattand osi di cose lontanissime da noi, se io le renderò probabili, e seguirò il documento di Platone il quale vuole che disputandosi di materia ferma, & intelligibile, è mestieri, che anche le ragioni sieno ferme, & immutabili, & all'hora, che si disputa del simulacro di essa, bastano la ragioni verisimili; le quali rispondano alle superiori, come il simulacro all'esempio. 

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