Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

171.

Parthi doueua il Padre condurre, & esso lo ricusò, ordinando, che l'Imagine di Traiano, fosse portata in quella pompa, accioche si godesse anche in morte, del meritato honore. Mostrò il Senato il ragioneuole cõtento del suo ritorno, e ne decretò il segnale in medaglia, con testa,
   5. & inscrittione, poc'anzi notata, che hà nel rouescio l'Imperadore togato in piedi, con dinanzi a sè Roma sedente, sopra di alcune spoglie militari, che appoggia la sinistra ad vn hasta, e porge a lui la destra, leggendouisi: PONT. MAX. TR. P. COS. II. ADVENTVS AVG. S. C.
   Vi aggiunse poscia l'altra medaglia, che oltre la testa, e caratteri descritti, dà a vedere la
   6. Dea Fortuna sedente, che tenendo, con la destra, il timone di Naue, sostiene con la sinistra il Cornucopia, e vi si leggono le stesse parole dell'altra, se non che in vece di ADVENTVS AVG. vi stà posto: FORTVNAE REDVCI. Della Fortuna si dissero alcune cose in Nerua: mà in questa si dee più specialmente riferire, che le persone, da lungo viaggio ricondotte alle proprie case, a lei sacrificauano: stà à sedere, volendo denotare il riposo conseguito, e l'hauere ricuperato il possesso delle fortune, e de'beni. Le si fà il Cornucopia; il quale dimostra l'abbondanza delle cose, come altroue si è detto; volendosi intendere de'beni, alcuni dell'animo, altri del corpo, & altri esteriori, ò della Fortuna; e tal volta si attribuiuano quelli del corpo, e gl'altri dell'animo, alla Fortuna stessa, sotto la sedia della quale si soleua porre vna ruota: per dare à vedere, che ancora sedendo, è tuttauia mobile.
   L'honore del titolo di Padre della Patria, già attribuito dal Senato ad Adriano, e che nella medaglia di lui si era incominciato a vedere, egli ricusò; stimandolo più proprio del Padre Traiano, che suo, nè volle per molto tempo vsarne. Non accettò dalle Città d'Italia il tributo solito darsi à nouelli Imperadori, per fabricarne le corone d'oro; & iscemò quello, che haueuano per costume di contribuire l'altre Prouincie, giudicandosi altrettanto ricco, quanto si fossero serbate tali le Nationi à lui soggette. Isgrauò i Popoli de'nuoui tributi, e gl'inuentori di quelli licentiò. E perche la strettezza delle vettouaglie cagionaua carestia, fece ogni diligenza di prouederne; acciòche in Roma non fusse conosciuta, & il Senato ne mostrò gratitudine, decretando la medaglia, che oltre la testa con tutto il petto, e lettere già
   7. dette, contiene di rouescio il Simulacro in piedi dell'Annona, la quale posando la destra su'l fianco, sostiene con la sinistra il Cornucopia, e le si vede a'piedi la misura detta Congio, con delle spiche di grano dentro, e col papauero; & vna prora di Naue appresso, leggendouisi: PONT. MAX. TR. POT. COS. II. e nel disotto: ANNONA AVG. S. C. Tal Simulacro dimostra l'abbondanza, e che per la diligenza vsata dall'Imperadore per terra, e per mare, questa non era per venire meno, e però vi stà la prora di Naue. Le spiche entro il Congio, denotano l'istesso; nè il papauero è inferiore simbolo dell'abbondanza, come altroue si è detto; poiche ne gli anni fertili, molti se ne truouano per la campagna: oltre che è pur verità, che coloro, che sono proueduti di vitto, possono meglio, e senza pensiero dormire.
   Vi è ancora il contrasegno del Congiario, che diede Adriano al Popolo, per l'Adottione fatta in persona di lui da Traiano, oltre la testa da vn lato di medaglia più simile al Padre,
   8. che à lui, con tali note IMP. CAES. TRAIANVS HADRIANVS AVG. stà scritto nel rouescio: PONT. MAX. TR. P. COS. II. S. C. e vi sono due palchi, sopra ciascuno de'quali stà sedente l'vno de'due Imperadori, & vn di essi attende alla distributione del donatiuo, atteggiando l'altro con la destra, quasi egli alcuna cosa comandi: essendoui anche il Simulacro della Liberalità, e persona, che sale la scala, per giungere a prendere dalle mani dell'Imperadore ciò, che egli distribuisce, con lettere: LIBERALITAS AVG. senza nota di prima, seconda, ò terza: onde può stimarsi la prima, già che nelle seguenti ve n'è particolare distintione. E perche così fatti donatiui specialmente nelle solennità delle adottioni seguiuano di varie cose, come d'Oro, d'Argento, di Gioie, Vesti, Caualli, Pitture di pregio, Serui, Naui, Case, Campi, e simili, che importauano di molti millioni di valuta; dauano all'hora gl'Imperadori alcuni contrasegni detti Tessere, che erano certi legnetti piccioli quadri, sopra i quali era contrasegnata la sorte di quello, che à ciascuno toccaua, e che gli era poi proueduta da'Ministri à tale affare deputati: come si tiene, che seguisse parimente ne'Congiarij, distribuendosi in essi non pur denari, mà grano, vino, olio, sale, e simili, chiamandosi tutto col nome di Congiario; perche, toltone il denaro, era sodisfatto, al contrasegno delle Tessere, con la misura detta Congio, che dodici libre di peso conteneua. La onde, ancorche sosse la distributione d'Oro, d'Argento, e fin di Balsamo, dato dal presente Imperadore Adriano, tutto veniua compreso sotto 

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