Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

144.

   22. L'Imperadore stringendo con la destra il fulmine non significa la chiarezza della gloria, mà più tosto la Diuinità, che Domitiano vanamente si vsurpaua alla similitudine di Gioue, onde Martiale: Adspice Tarpeium, Pallatinumque Tonantem.

145.
NERVA.


   ESTINTO Domitiano, e per la sua sceleratezza abbattute dal Senato, le Statue, e l'altre memorie di lui, fù Cocceio Nerua inalzato all'Imperio. Trasse questi sua origine di Spagna, ma nacque in Narni dell'Vmbria, di parenti nobili, e di gran stima, fù persona di bontà, e di virtù insigne, e glie ne seguì credito, e riputatione; e prima di giungere all'Imperio, hebbe due Cosolati, secondo si raccoglie nelle prime
   1. medaglie stampate a suo nome, leggendosi intorno la testa dell'vna: IMP. NERVA AVG. P.M. TR. P. COS. II. P.P. cioè Imperator Nerua Caesar Augustus, Pontifex Maximus, Tribunicia Potestate, Consul secundum, Pater Patrioe; & hà nel rouescio il simulacro della Libertà publica, rappresentato con Donna in piedi, che sostiene il Pileo, e con la sinistra mano lo scettro, con lettere: LIBERTAS PVBLICA S.C. secondo si vide simile in Galba. S'intende per lo scettro l'Imperio, che tiene di sè medesima la Libertà, essendo ella vn'assoluto dominio d'animo, di corpo, e di roba, che per diuersi mezi, si muouono al bene. Ma non hauendo io osseruato, se non in questa medaglia lo scettro, o verga nella mano della Libertà, già che nell'altre si vede l'hasta, si può però anche tenere, che tal verga chiamata da gli Antichi Vindicta, fosse quella; con la quale il Pretore, nella cerimonia del dare a'serui la Libertà, toccaua loro il capo: Le si dà poscia il Cappello; percioche dopo hauere i Romani raso il capo al seruo, che intendeuano far libero, lo copriuano con esso; e cotal cerimonia faceuasi nel Tempio della Dea Feronia; la quale era tenuta protettrice di coloro, che acquistauano la Libertà, e che erano dapoi chiamati Libertini. Simil medaglia potè, per l'vna delle due cagioni essere decretata a Nerua dal Senato: o per la Libertà conseguita per sè stesso, o per lo publico, vedendosi sottratto dalle bestialità vsate da Domitiano, e condotto sotto ll gouerno di vn buon Principe: ouero perche il medesimo Nerua tolse l'esilio a coloro, che da qualunque Città dell'Imperio furono sbanditi da Domitiano, concedendo a ciascuno il viuere con la legge, che più gli era in piacere: col quale beneficio, etiandio infiniti Christiani, furono dal bando, o da'confini riuocati.
   In riguardo della buona fortuna, che condusse tale Imperadore, a simile altezza, decretò il Senato la medaglia, con testa laureata, e lettere descritte: hà nel rouescio la Dea Fortuna, che posa la destra sopra vn timone di Naue, e sostiene con la sinistra il Cornucopia, leggendouisi: FORTVNA AVGVST. S.C. perche quantunque sia la Fortuna, secondo i Gentili, vna Dea mutatrice de'Regni, e che ad vn tratto riuolge le cose mondane, che però le si fà il timone, quasi che regoli il tutto a voglia sua, e conceda i beni, figurati nel Cornucopia, a coloro, che più le sono in piacere; l'hebbe nondimeno Nerua fauoreuolissima, per sè, e per lo publico, concedendo all'vno l'Imperio, & all'altro vn Principe ottimo: ma simile rouescio si è anche veduto in Domitiano.
   Fece Nerua reintegrar coloro, che de'beni, e d'altre loro cose, furono dal suo antecessore spogliati per forza. Mostrossi liberale a ciascuno, che dalle impositioni, o da'Tributi si trouò grauato, riuocandogli affatto; la onde si vede, per testimonio di ciò, e per rincontro
   2. di gratitudine, la medaglia, che dall'opposto lato all'effigie dell'Imperadore, con lettere, come di sopra, contiene due Mule, che disciolte da'legami, attendono a pascolare; e dall'vn lato si scorge vn timone di carro, con sue ruote, e due gioghi, l'vno per lato del timone, con lettere: VEHICVLATIONE ITALIAE REMISSA. S.C. Si crede, che tra le grauezze sostenute dall'Italia, quella del douere, a proprie spese, trasportare con le carrette i carichi d'armi, di bagaglie, o d'altro, che per vso de gli eserciti era mestieri, fosse intolerabile; e perche per benignità di Nerua, ne restarono le Città sgrauate, e di simile beneficio publico sentì il Senato vn singolar piacere, gli decretò pertanto cotal eterna memoria: rappresentandosi per le Mule, che pascolano, il retiramento loro dalle fatiche del condurre i pesi.
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