Full text: Angeloni, Francesco: L' HISTORIA AVGVSTA DA GIVLIO CESARE A COSTANTINO IL MAGNO. Illustrata con la verità dell'Antiche Medaglie DA FRANCESCO ANGELONI

135.

guise; e con molti rouesci. Fù Domitia sigliuola di Domitio Corbulone, che seruì nel'Armenia, per Nerone, contro i Parthi. Inuaghitosene Domitiano, fece vccidere Lucio Elio Emiliano di lei marito, per hauerla per moglie, e n'ottenne vn figliuolo, che morì insante. Innamoratasi Domitia di Paride Histrione, fù repudiata da Domitiano: mà vinto poscia dall'amore, che le portaua, la si fece tornare in casa. La Ciuetta intesa per Minerua, come a lei dedicata, può dare a vedere, che essendo questa la Dea della Prudenza, e del Consiglio, egli teneua in egual pregio l'amata Domitia; e valeuasi del Consiglio di lei. Vien presa la Ciuetta per lo saggio, e buon consiglio dell'huomo prudente, e si dipingono gli occhi di Minerua di colore simile a quelli della Ciuetta, la quale vede di notte benissimo: intendendosi, che l'huomo saggio scorge, e conosce le cose quantunque difficili, & occulte, e che leuatosi dall'animo il velo delle menzogne, penetra la verità con la vista dell'intelletto, stando quella celata, nè lasciandosi vedere da ogni vno.
   
   12. Vi è altra medaglia picciola con testa di Donna, e lettere: IMP. DOMIT. AVG. GERM.
   13. COS. XI. hà nel rouescio vn Cesto, ò Paniere colmo di spiche di grano, con s. c; la cui testa, secondo si confà nel sembiante con l'antecedente; così può credersi, che sia di Domitia. Hà il capo ornato di spiche; e perciò hauendola rappresentata per Cerere, volle, per auuentura, farla partecipe dell'applauso recatogli dal Popolo, per cagione dell'abbondanza de'viueri procurata da lui: ouero hebbe in animo di rappresentare li molti doni fatti da esso al Popolo all'hora, che celebrò i Giuochi Secolari; hauendo, in trè giorni seguiti, dati ad ogni huomo trecento nummi il giorno, che di moneta Romana, montano circa fette scudi'; e ciò perche se ne comperasse il formento: mà può denotare ancora la memoria de'donatiui seguiti nella festa, che celebrò in Roma ad honore de'sette Colli, chiamata Settimontiale; poiche diede a mangiare al Popolo nel Palagio; & a'Senatori, e a'Caualieri distribuì alcuni Panieri, ò Cestoni di pane; & a'Plebei alcune Cestelle con diuerse cose mangiatiue: peròche come la distributione, che si faceua del formento, era significata col Congio; così quella del Pane s'intendeua per lo Cesto, ò Paniere. Mà chiaro è, che ciò reca segnali di donatiui, e d'abbondanza.
   Come facesse stampare a sè stesso la seguente medaglia, non sò comprendere; poiche l'effigie è di Domitiano: ma la capigliatura è affatto lunga crespa, inanellata, & acconcia in guisa, che altro, ch'essere di femina, non può giudicarsi: vi hà sopra vna gentil corona d'alloro,
   14. e lettere descritte, COS. XV. ergendosi, dal fornire della gola, vn ramoscello, non sò se d'alloro, ò di palma: & hà nel rouescio vna Cornacchia sopra vn ramo di lauro, in atto
   15. di gracchiare, con S.C. nel disotto. Simile animale fù già amato da Minerua, hauendolo fatto diuentare vccello, di bella giouane, ch'ella era prima, e ciò per difenderla da Nettuno, che n'era innamorato; e seruissene fin che mossa dallo sdegno, per l'accusa fatta contro le figliuole di Cecrope, di bianca, la cangiò in nera, come hora si vede; e discacciòlla, togliendo in suo luogo la Ciuetta. Volle forse Domitiano esprimere tal fauola in simile rouescio, come quegli, che si studiaua di rappresentare Minerua in vari modi. Alcuni hanno voluto, che la Cornacchia sia simbolo di Concordia; peròche congiunti il maschio, e la femina, vna volta insieme, si osseruano inuiolabile fede, mentre viuono, non vsando giàmai alcuno di essi, con altri, nè essendo morto l'vno, si accompagna più quel, che rimane: anzi se ne stà in luoghi solitari, fuggendo qualunque compagnia.
   Rinouò Domitiano molte vsanze antiche ad vtilità publica, e prouide sopratutto, che l'abbondanza del viuere si aumentàsse; e compreso, che questa iscemaua per la souerchia diligenza vsata nel fare delle Vigne, e che perciò le sementi si trascurauano, ordinò, che almeno la metà delle viti fosse tagliata nel distretto, e che queste non si rinouassero per tutta l'Italia. E quantunque si stimi, che tale opera non si perfettionasse; non perciò fù tanto vota di effetto, che non ne seguisse buon frutto, secondo lo dimostra la medaglia, nel cui rouescio
   16. stà la figura dell'Annona sedente, con vn fanciullo dinanzi, che fa vista di aiutarla a tenere disteso vn panno, o altra cosa simile; sopra del quale si veggono molte spiche di grano, & hà colà appresso vna prora di Naue: volendo forse inferire, per lo fanciullo, la purità, che dec vsarsinel distribuire, e nel vendere il grano, o altre cose per viuere; e per la prora di Naue, che tale abbondanza fosse all'hora vniuersale, e vi si legge: ANNONA AVG. S.C.
   Simigliante attione di Domitiano, come grata al Senato, e vtile al publico, tengo, che 

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