Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

36.

Fare il brauo senza arme.
Essere superbo senza virtu.
Riputarse ricco col credito d'altri.
Aßicurarse tãto nell'ambitione & nel fauore, di credere che questo non debbia mancare, & quella non hauere cattiua fine.
Dimenticarse nella miglior fortuna del suo stato di prima.
Credere che i ceruelli naschino con le razze, & la nobiltà s'acquisti con danari.
Stimare altri pazzo & se sauio.
Non cognoscere ne pensare al pericolo auenire, & ridersi del consiglio di chi lo cognosce.
Stratiare la sua persona per dare piacere ad altri.
Rispiarmare troppo la roba, non pensando che vn'altro la puo gittare via.
Imaginarse che il consiglio d'vn pouero virtuoso
nõ sia migliore, che quello d'vn riccoignorãte.
Spendere tempo nel giuoco, sapendo fare altre cose migliori.
Potendo fuggire il pericolo incapparui dentro.
Mostrarse affetionato d'vna cosa, doue non s'hà 

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