Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

190.

le parole di Floro nondimeno sono tali' Ipseille Rex, maximum victoriae decus, supplex cũ in castra venisset, tum & phaleras & sua arma ante Caesaris genua proiecit. Habes, inquit, fortem virũ vir fortissimè vicisti.
La quale historia è in parte confermata da Giouãni Nauclero nel primo volume della sua Cosmografia, doue ei dice,
Qui Alexiam tenebant, post multa sibi Caesarique illata detrimenta, tandem sese dedidere. Vercingentorix pulcherrima indutus arma, equo desiliit, deiectísque armis ad Caesarem veniens, ad eius pedes tacitus sedit, donec triũpho destinatus custodiae traditus est.
   
   DIPIST.. Tu dicesti bene in parte, perche Floro scriue che Vercingẽtorige dinanzià Cesare parlò, & quest'altro ch'ei tacque, & però à quale de i due crederremo noi?
   VR.. Al primo, perche nõpa re verisimile che vn si coraggioso Capitano, presé tatosi al nimico per morto, disperato, & senza alcu na speranza di salute hauesse à tacere, il valore del quale si vede che fu tale, che se egli hauesse ha uuto à contrastare con altro huomo, che con Cesare 

Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer