Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

166.

dietro aumentate da diuersi autori, non sarebbono le lingue cosi copiose, & maßime la Greca, come noile veggiamo. Mache ti pare della mia nuoua. Geografia d'Ouernia?
   DIP.. Che al tuo ingegno (come tu dicestipoco fa) non sia difficile ne impoßibile cosa alcuna, & che questa sia vna delle piu belle Prouincie, che io vedeßi mai.
   VR.. Ma dimmi poi fertile & sicura nelle guerre, hauendo l'accesso difficile da ogni parte come tu vedi.
   DIP.. Io cognosco ben quell'Arme che è della Reina Madre, ma quell'altra nò.
   VR.. E della Città di Chiaramonte.
   DIP.. Et l'altre due?
   VR.. Nell'vna doue è il Lione è cõpresa la mia, quale è la luna contre stelle, la sciatami da i miei progenitori, presaghi (come io credo) de i iiiij. Genij, che doueuono nella mia natiuità tenere i primi luoghi, come altroue piu diste samente intenderai: doue hauendo io aggiunto il Lione & il Caduceo, vengo à riducere il tutto con l'arme, con la natiuità, con la mia profeßione & con la propriet à delle figure in vna Impresa, il cui subietto particularmente interpretato è tale, Generosa, fortis, & clara eloquentia. Attribuendo l'eloquenza
V 2


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