Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

164.

   
   DIPIST.. Anchora non sapeua io che tu foßi Cosmografo.
   VRAN.. Io stimo nulla & imperfettis simo huomo chi non sà essere tutto quello ch'ei vuole, & fare senza maestro (come ho fatta io questa carta) del suo ingegno quello, che gli piace, parendomi vna gran debolezza quella di coloro, che stimano gran faticail gouernare vn Regno o vno Imperio, doue à me parrebbe facilißimo il dare in xxiiij. bore ricapito à tutte le faccende del mondo, poi che huomo (come noi siamo) fu Cesare, che di questo fece tante volte sperienza. Mabene è vero che tutti iceruelli & gl'ingegni non nascono à vn mode, pure chi hà punto buono o l'vno o l'altro, danari, huomini, obedienza, discretione, & sa vsare à tempo la liberalita, l'humanita, la clemenza, & essere nell'essecutione del fatto diligente, stimo io che cosi facilmente verrà al disopra d'ogni grande impresa, come gli huomini, che si danno all'auaritia & alle lasciuie, anchora piu facilmente (per potenti che siano) se ne vanno in rouina, quello che io miricordo hauere nella sopra detta mia Elegia similmente dichiarato cõ questi pochi versi,

V


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