Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

129.

   
   VRAN.. Duolmi non poterti recitare quasi sopra i medesimi subietti alcune mie Elegie, o vuoi Satyre, che non sono anchora stampate.
   
   DIPIS.. Di gratia se ti incresce recitare il tutto, contentami almeno d'vna parte.
   VR.. Poi che tutto questo puo giouare al mondo, hor odi certi versi dell'vna, conformi al Sonetto precedente.
Io non so qual pazzia gl'huomini assale
Di por l'ordin del ciel tanto in oblio,
Et promettersi ben per oprar male.
Certa cosa è, ch'all'hor ch'el sommo Dio
Vuole in terra punire vn suo ribello,
Che sol nel suo tesor pone il desio,
Gli vela gl'occhi, & toltogli il ceruello,
Sordo lo rende, accio che ei non cognosca,
Ne intenda il preparato suo flagello.
Cosi pria la Latina, & poi la Tosca
Nostra Prouincia con tal danno afflisse,
Ch'anchor n'è il smalto rosso, & l'ariafosca.
Sauio Solon, ch'al Redi Lydia disse
Nessun chiamarse con ragion felice
Sin che l'vltimo dì suo non venisse.


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