Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

16.

INIVRIAM. A'vno, che donaua il suo indegnamẽte. NONOMNIS, QVI DAT, SED QVI DIGNO DAT, LAVDANDVS EST. A vno sciocco calumniatore. PONDERET PRIM VM SEMETIPSVM, QVI ALIVM MET IRI VVI T. Et à vn matto di sperato, che andaua cercando le quistioni per la fame, & di pigliare querela con vn brauo & honorato Gentilhuomo. LEONI DEDECVS NON EST CANVM NON LATRATVBVS ASSVRGERE.
   DIPIST.. Tu vorresti adunque tollerare un'ingiuria di parole?
   VRAN.. Mene riderei da vno, col quale cõbattendo & arrisicando la mia vita, io non poteßi guadagnare ne vtile ne honore, come sarebbe con vn pazzo, con vn'vbbriaco, con vna femmina, con vn putto, con vn seruitore, con vn facchino, & con ogn'altro (anchora si dicesse gentilhuomo) che senza alcuna virtu, credito, grado, dignità, o riputatione, non potrebbe con la sua morte maggiormẽte honorare lamia vita, come honorò quel la di Dauid giouanetto la vettoria di Goliat, onde tutto il popolo gridaua, SAVL MILLE, ET 

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