Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

124.

Non degna gl'occhi tanto in alto alzare,
Tenendo i baßi suoi pensier sicuri,
Sin ch'el tempo misuri
La sua fierezza, che talmente rasa
Dal giuditio diuin sitroua poi,
Ch'in van piange & sospira
I guasti terren suoi,
La fulminata casa,
I figliuoi morti, & ch'el buon Dio s'adira.


Tempo, che leggier voli,
Et tutto à fin conduci,
Che creato fra noi conuien che manchi,
(Testimon l'alte moli
Greche & Romane de gl'antichi Duci,
Piu nomi spenti valorosi & franchi)
Come mai non ti stanchi,
Con infelici, & hor felici tempre
A trarne teco fra gl'ing anni tuoi?
Credo di noi pietoso,
Cosi insegnar ci vuoi
Ch'hor, nel passato, & sempre
Non è, ne fu che in Dio fermo riposo.



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