Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

117.

sum expertus ingenium.
   DIP.. Tumi fai certo non solamente stupire, ma senza ingannarmi, giu dicare, che se tu haueßi applicato l'intelletto & le tue considerationi à fare delle richezze, o ad acqui stare stati, come à cercare l'immortalità del tuo nome, tu saresti diuentato il piu ricco & maggior huomo delmondo.
   VRAN.. L'vna delle richezze è la minore fatica che sia à chi, non tenendo conto dell'anima, ne stimãdo l'honore, ne cognoscẽdo amico seruitore ne parẽte, sain tutti imodi guada gnare assai, & spendere poco. Et l'altra è alquãto piu difficile, ma pur poßibile à vn Principe dotto, ingegnioso, valente, discreto, humano, giusto, liberale (trouamene vno?) & amato davn popolo, che sia ammaestrato & assuefatto nell'arme, come sotto l'obbedienza d'Alessandro Magno furono i Macedonij, & i Romani sotto i Consoli, Cesa re & Ottauiano, che altri essempli non ti posso io mettere innanzi maggiori ne piu veri di questi.
Ma io sono assai ricco, poi che io mi contento, bauendo questo obligo con Salustio dafanciullo, che mistampò nel capo queste due sentenze, Quo mihi rectius esse videtur, ingenij quàm viriũ 

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