Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

107.

Seneca & Burro suoi precettori, cognoscendo che l'vno & l'altro era piu sauio, piu giusto, migliore & piu dotto di lui. Ma lasciamo andare nella sua mal'hora, cosi scelerato & iniquo Tyranno, & torniamo alle Imprese & medaglie de i Romani: i quali in luogo d'Arme, & per Imprese soleuono fare intagliare in diuerse pietre (come corniuole, agate, diaξpri & maßime rosi,chrisolite, sardonij, & niccoli, della roccia de i quali inostri lapidarij non hanno hoggi cognoscenza) diuerse lor figure & fantasie, le quali i plebei portauono legate in anelli di ferro, & i Senatori & Caualieri in oro, chiamandogli cosi questi come quelli dal suggellare Signatorij, vsati poi similmente dagl'Imperatori, ma non con altre imagini che le loro, come silegge d'Augusto, che doppo la sfinge non vsò nel suggellare delle lettere al tra figura che la sua, & oltre à quelle che sono passate per le mie mani di Giulio Cesare, del medesimo Augusto, di Galba d'Hadriano & d'altri Principi Romani, se ne trouano ogni dì per le vigne di Roma, di Lione, & d'altre terre antiche assai & molto diuerse nelle inuentioni,
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