Full text: Simeoni, Gabriele: DIALOGO PIO ET SPECVLATIVO,

106.

pra di tutte le piu difficili Imprese, come quello, che, doppo la morte di Giulio, hebbe molto che fare hora contro à irubelli Bruto & Caßio, hora nel Triumuirato cõ Lepido & Marco Antonio, & di poi contro à i nimici forestieri, di maniera che considerando la sua fortuna & la sua vita, insieme con quella di Carlo Zuinto Imperatore; & di Cosimo de Medici Duca di Fiorenza (tut titre Capricornisti)io per me non viddi mai cose piu simili al mõdo. Maritornando à i suggelli & à quel di Nerone, giudico che altro non volesse dire, se non che egli harebbe fatto miseramen te morire ogniuno, che hauesse voluto competere seco (come auenne di Marsia competitore d'Apollo) non solamente nell'Imperio, ma in ogni altra cosa: ilche mi fa credere l'hauere io letto, che ei vietò (facendo profeßione di cãtare bene, sonare, ballare, recitare à Comedie, & comporre versi) à tutti imig liori letterati & Poeti di Roma di non publicare,o mostrare (cosiera egli inuidioso) le loro compositioni, accio che le sue fossero trouate migliori, la quale cosa anchora mi fa pẽsare che questa fosse vna delle cagioni, perche egli fece morire
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