Full text: Simeoni, Gabriele: ILLVSTRATIONE DE GLI EPITAFFI ET MEDAGLIE ANTICHE

128.

   Io presi certo grandissimo piacere, vedendo che quel buon Poëta (il quale, come io presuppongo, si douette egli stesso fare il suo Epitaffio) si dilettò di rimare insino nella sua Poësia Latina: nella fine della quale leggendo quello che dice di Firenze, chiamandola madre di poco amore, mi ricordai d'vn Sonnetto che io gli lasciai vn'altra volta passando di là, il quale quantunque fosse di poi con altre mie opere stampato in Vinetia, pure mi è piaciuto di rinouare qui vn'altra volta, come materia à proposito della sua, & molto accomodata alla corrozione del tempo, in che noi siamo.
Sonetto à Dante.

Spirto diuin, di cui la bella Flora
Hor pregia quel, che gia teneua à vile,
Il chiaro nome tuo, l'opra sottile,


Margin note:

Libro di Dante.

Che lei di gloria, & te di vita honora.
Ecco me lasso, à te simile anchora
Nel cercar nuoua Patria, & cangiar stile,
Ch'inuidia ogn'alma nobile & gentile
Cosi perseque sino all'vltima hora.
Doglianci insieme? Tu su in grembo à Gioue,
Io giunto in tempo si peruerso & duro,
Ch'assai meglio saria non esser nato,
Et facciam fede al secolo futuro,
Tu qui con l'ossa, Io con la vita altroue,


Margin note:

Nemo bonus in patria.

Che huom di virtu poco alla Patria è grato.

   I passati accidenti & le continoue reuolutioni della Città di Firenze non lascieranno trouare strane à gli huomini prudenti (che de gl'altri non mi curo) le doglienze
di


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