Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

921.

Fabio Massimo Dittatore, s'incominciò à fare l' Aße Vnciale, & non piu di vna Libra, come si faceua; & piacque che'l Danaio valesse sedeci Assi, il Quinario otto, & il Sestertio quattro; nondimeno ne i pagamenti militari, fecero sempre valere il Danaio diece Assi. Del mutamento nel peso dell' Asse di rame, noi habbiamo il testimonio di Gellio. che pone i varij segni di detta moneta, cioè di Iano bifronte, e della pecora; affermando di hauer quelle vedute antichissime, & pesate, con tali parole. Vrgente bello Vnciales cum nota Iani bifrontis, & rostri nauis, & alij effigie pecudum, vnde pecuniae dictae, signati fuerunt, cuius notae & ponderis antiquissimos vidi, & appendi. Dalle quali parole di Plinio, e di Gellio, noi possiamo vedere il mutamento della pecunia di tempo, in tẽpo. Ora quanto alla diuisione della moneta in rame, chiamata Asse, di dodici oncie, ciascuna delle sue dodici parti si chiamaua Vncia; quella di due oncie, Deunce; laquale era signata con queste due palle. 00.0000. La quarta Quadruncie, detta Triente, e Quadrante con qunttro palle. 0000. La quinta Quinqueuncie, & era segnata con la lettera. Q. Et quella ch'era la meta, Semisse si diceua; & era segnata con la lettera. S. Nella Septuncie non si ritroua signato segno alcuno, nè nell'Ottaua del peso di otto oncie; ma l'una era nomiuata Septuncie, & l'altra, Bessis di otto oncie. La noua, Dodrante. La decima, Decunciae. L'vndecima Deunciae; & la duodecima, Assis, ch'erano tutte le oncie insieme; che à noi suona Libra, & à gli antichi Libella. Ma quella moneta di rame, che innanzi faceuano del peso di due Assi, ò di due Libre, di tre, e pdi quattro Libre, delle quali alcune si sono vedute, si diceuano Dipondio, Tridondio, & Quadripondio. Di maniera che questa è la cagione della varietà telle grandezze, & grossezze delle monete. Però noi vediamo ritrouarsi mole di tali monete, che dall'vn de'lati banno segnate le teste di Iano, e dall'altro la prua della naue, con due, tre, e quattro palle, ouer segni, che dinotano il peso di esse monete. Ma qui ancora fa mestiero considerare due tempi del valore dell' Asse Romano, il primo antichissimo, quando il detto Asse era Librale, cioè quando valeua vna libra, essendo di tal peso: & questo fù innanzi il tempo de' Consoli: il secondo, quando valeua, & era del peso di vna oncia, che fù sotto i, Cõsoli, nel qual tempo era Vnciale, da che la moneta in rame di due oncie, di tre e di quattro, si chiamò Deunce, Teruncie, Quadruncie, & cosi le altre sortirono il nome loro, come di sopra s'è detto. Ond'e che anticamente innanziil Consolato di Roma, quando l' Aße era Librale batteuansi monete di rame di gran peso, signate medesimamente col segno di vna libra, di due, di tre, di quattro, che si chiamauano Asse, Dipondio, Tripondio, Quadripondio Donde noi possiamo conoscere questa distintione delle monete große in rame, dalle piu minute, con la diuersità de'sempi, quando l' Asse era Librale, & quando era Vnciale. Benche non sempre cotali monete in rame, di varij pesi, si trouino signate di quelle note, ouer palle, che dimostrano il peso loro, cõciosia, che io ne habbia vedute & osseruate molte, cosi Librali come Unciali, che non hanno alcun segno del peso; & la cagione di ciò io veramente non saprei assignare. Di queste gross (se noi dobbiamo dire, che fossero monete) io ne ho vedute molte di pesi dif-
ferenti,

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