Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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fratello Triumviro. onde per quella pietà egli acquistò quel cognome di Pietà. Fù la presente moneta battuta, in tempo che L. Antonio Consolo trionfò delle Alpi, che fù del mese di Genaro, si come noi trouiamo scritto ne i trionfi Capitolini. Del qual trionfo cosi scriue Dione. Cum L. Antonius triomphare cuperet de quibusdam in alpinis quasi eos subegisset, quandiu Fuluia restitit, nemo asseusus est, vt vero ipsa pacata concessit, omniũ consensu triumphus ei decretus est. adeo vt Lucius Antonius uerbo de ijs triumpharet, quos se deuicisse praedicaret (neque enim quicquam triumpho dignũgeßerat, neque omnino imperium in ijs locis habuerat) re uera autem Fuluia eo honore, afficeretur, ac triumpharet. Trionfò eßo L. Antonio le Calende di Genaro, in quel giorno ch'egli douea entrare nel Cõsolato, nel qual fatto egli si agguagliaua di gloria à Mario, percioche eßo hauea trionfato in quel giorno, in cui il detto Mario innaenzi hauea trionfato di Iugurta. Questa Fuluia era moglie di M. Antonio socera di Cesare; perche Clodia ouero Claudia sua figliuola s'era maritata à Cesare; la qual Fuluia sprezzata il suo collega Seruilio Isaurico, amministraua il Consolato insieme con L. Antonio. Ora consideriamo i segni, che dall'una e l'altra parte di questa moneta si veggono. La testa è della Dea Pietà; l'vccello è una Cicogna, il quale per la natur a sua è significato per la pietà; Onde per tali note si allude al cognome di L. Antonio Consolo, detto Pietas. Il carro dal riuerso, tirato da dui Leoni, con la figura sopra triõfante, è di M. Antonio suo fratello, signato in tal rouescio per memoria, che M. Antonio fù. il primo in Roma, che giũse i Leoni al giogo; & quelli sottopose al carro nel trionfo, & cosi triõfò significãdo per questo, che gli huomini ferocissimi, & li generosi spiriti si potessero à qualche tẽpo domare. Adũque q̃sto carro triõfale, tirato da dui Leoni, è di M. Antonio suo fratello, cõ la Vittoria in aria, che l'incorona, il quale essẽdo l'uno de Triumuiri, & signori di Roma, triõfò della vittoria Ciuile. Onde in tal proposito noi diremo, ritrouarsi vna medaglia picciola, in argento di Augusto, in età giouenile, cõ tale iscrittione d'intorno III. VIR. R.P.C . cioè Triumuir. Reipublicę. Constituendę. La quale ha dall'altro lato un Leone, che sta in atto di essere sotto il giogo, con tali lettere. ANTONI. IMP. A. XII . cioè Antonius. Imperator. Anno. Duodecimo. nella espositione della quale si è à bastanza ragionato quanto si può dire in tal materia.
    LA MONETA in argento di C. Cesare, ha da una parte la testa velata della Dea Concordia, con tale inscrittione intorno, CONCORDIA. L. MVSSIDI. LONGVS . Ha per riuerso due mani in fede, insieme giũte, nel mezo delle quali stà un caduceo, intorno à cui leggonsi queste lettere CAESAR. LEPI. ANTON. III. VIRI. R.P.C . cio è Caesar. Lepidus. Antomus. Triũviri. Reipublicę constituẽdae. Questa moneta fù battuta in Roma, l'anno della città 713. & penso in tempo che Cesare Augusto entrò ouante in Roma, per hauer fatto la pace con M. Antonio. Percioche noi nelle tauole Capitoline ritrouiamo scritto, che esso Cesare Aug. Imperadore entrò nella città ouante, per hauer fatto pace con M. Antonio, e M. Antonio, per hauer fatta la pace con Cesare. Et que-
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