Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

897.

città Dccxj. sotto il Consolato di Aulo Postumio Albino. Costui fu Decimo Bruto, adoptato dal suo Zio materno, chiamato Aulo Postumio Albino, del cui nome, cio è dell'adoptante si chiamò questo Decimo Bruto, il quale, si come scriue Dione, insieme col suo collega L. Munatio Planco, fù da Cesare Consolo in questo anno designato per innanzi, ma essendo stato l'anno precedente M. Bruto condannato, & dapoi vcciso, & occupata la Republica da i Triumviri, piacque loro, che M. Lepido Triumviro, il quale innanzi era stato Consolo insieme con Cesare, amministrasse il Consolato con Planco. Ma Decimo Bruto è chiamato Albino da Plutarco, Appiano, Dione, e dal Zonara. di che io stimo essere la cagione, perche egli della famiglia de'Bruti fosse adoptato in quella de gli Albini. Ora questo Decimo Bruto fù vno de'Congiurati contra Giulio Cesare. Onde tutti questi segni in tale moneta rinouano la memoria della sua pietà verso la patria. conciosia, che le mani in fede col caduceo, dimostrano la Concordia de' congiurati. Et il simolacro dall'altro lato della Dea Pietà, rappresenta la pietà verso la patria, di volerla liberare dalla tirannia. Ma trouasi ancora vn'altra medaglia in oro, & in argento di A. Postumio Albino, che ha da vna parte vna testa rasa, già di grande età, con questa iscrittione intorno A. POSTVMIVS. COS . Ha per riuerso vna bella corona, fatta di spiche di frumento, dentro alla quale leggonsi queste lettere, ALBINVS BRVTI F . La quale vedesi essere stata battuta sotto il suo Consolato. Questo D. Bruto sotto nome di A. Postumio Albino, per tale moneta, conosciamo essere stato figliuolo di M. Bruto, principale infra i congiurati contra Giulio Cesare, e compagno di Cassio. La testa dall'vn de'lati di q̃sta moneta, io non saprei dire di cui fosse se non è del detto A. Postumio Albino, come ci dimostra la iscrittione di sotto; à me non parendo che sia di alcuna Deità. La gente Postumia fù Patricia, & fiorì in Roma doppo finiti li Rè, essendo diuisa in piu famiglie, delle quali quella che fù nobilissma, & che si ritroua ne i Denarij di argento, è quella de gli Albini. Ma in questa gente si offerua vna cosa memorabile, che fino al mancamẽto della Republica niuno di quella famiglia fù plebeio, ma constantemente si mãtenne nell'ordine de i patricij.
    LA MONETA in argento di L. Antonio, cognominato Pietas, ha da vna parte la testa di vna Dea, dirimpetto alla quale vedesi vna Cicogna. Ha per riuerso vn carro tirato da dui Leoni, sopra il quale vedesi vna figura trionfante, che tiene nella sinistra vno scettro; & in aria eleuata vedesi la figura di vna Vittoria alata, che vuol coronar la sudetta figura trionfante con tale iscrittione sotto il carro. L. ANTON. M. F . Questa moneta fù battuta in Roma l'anno della città Dccxij. sotto il consolato di L. Antonio cognominato Pietas, che fù collega di P. Seruilio Isaurico. Questo L. Antonio è chiamato da Dione πἰετας; che i Greci chiamano στἰσέβ??α. per cioche essendo Con solo insieme con Fuluia moglie di M. Antonio suo fratello, tenne con quell'animo il gouerno della Republica quasi che egli s'affatticaße per M. Antonio suo
fratello

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