Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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pho plurimos duxit Elephantos. il quale poi al lib. 8. cap. 6. fa mentione ancora de gli stessi Elefanti presi nella vittoria contra Cartaginesi. Adunque la presente moneta fù segnata dell' Elefante da Q. Metello Scipione Pio, per rinouare la memoria della chiara vittoria di L. Metello suo progenitore, dal quale egli era disceso, contra gli. Africani, onde per onorarne se stesso e la sua famiglia, signò eßa moneta dell' Elefante, come animale rappresentante detta Vittoria cõtra i Cartaginesi. Del qual Metello si veggono alcune altre monete con Elefanti. Ma noi di sopra in vn' altra moneta di Q. Cecilio Metello habbiamo dimostrata la cagione, perche egli foße cognominato Pio, la quale è perche egli con pietose lagrime, e con ardenti prieghi, riuocò dall' essilio il padre Metello Numi dico, che era voluntariamente andato in essilio à Rodi, & à Smirna l'anno della città Deliiij. Donde perauentura noi ancora potremmo affermare, che fosse segnato esso Elefante nel riuerso della sua moneta, per significarsi per cotale animale la pietà, si come della natura del ditto Elefante noi leggiamo in Aristotele. Scriuono alcuni, che questo Q. Cecilio Metello Scipione, nella guerra ciuile di Pompeio, e Cesare si diede volontaria morte insieme con Catone in Asrica.
    LA MONETA in argento di M. Emilio Lepido, ha da vna parte la testa di Roma armata, dietro à cui vedesi il solito segno del Denario, con tale iscrittione dinanzi LEPIDVS . Ha per riuerso vn carro trionfale, tirato da quattro caualli, sopra il quale vedesi la figura di vn Gioue, che nella sinistra tiene vno scettro, e nella destra il fulgure, con tale iscrittione. M. AIMIL.M.F.Q.N.PRO. PR . Questa moneta fu battuta in Roma, l'anno della città Dccvj. nel quale anno fù creato C. Cesare Dittatore la seconda volta, e nel medesimo anno furono ancora creati consoli Q. Fufio Caleno, e P.V atinio; & fù in tempo, quando M. Emilio Lepido propretore trionfò della Spagna. Et che esso M.Lepido trionfasse della Spagna, Dione al lib. xliij. ce lo dimostra con queste parole. Caesar vbi primum à M.Lepido praetore Dictator dictus est, (id autem biennio ante factum est) ipsum statim post pręturam in citeriorem Hispaniam misit, & reuersum triumpho ornauit, cum tamen ille non solum neminem vicisset, sed ne omnino quidem pugnasset; hoc titulo, quòd rebus à Longino, et Marcello gestis interfuisset. Itaque Lepidus in triumpho nihil aliud tulit, quàm pecunias, quibus socios spoliarat. Di maniera che in questo modo Cesare innalzò Lepido, et il medesimo poi à lui consolo si fece collega, & à lui Dittatore maestro de' cauallieri. Approuano ancora i Fasti Capitolini questo trionfo. Il quale noi in conformità vediamo chiaro, per il riuerso della presente moneta, doue si vede la quadriga trionfale.
    LA MONETA in oro & in argento di M.Emilio Lepido, ha da vna parte la testa coronata, e velata di vna Dea, la quale io giudico essere di Vesta, senza lettere intorno. Ha per riuerso vn bellissimo edificio, fondato sopra due ordini di colonne, intorno al quale leggesi cotale iscrittione. M. LEPIDVS.
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