Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

869.

capillata, e barbata di Nettuno, col suo tridente di dietro, dirimpetto alla quale vedesi vn Delfino. Ha per riuerso vn gran rostro di naue, con tale iscrittione di sopra. Q. MARC. REX . Questa moneta fù battuta ĩ Roma l'anno della città Dcxxcv. sotto il Consolato di Q. Marcio, che fù collega di L. Cecilio Metello. il qual Q. Marcio hebbe il cognome di Rè. Di questi dui Consoli fa mentione Pediano nell Oratione Pisoniana, con tali parole, L. Cęcilio, Q. Marcio Cos. S. C . collegia sublata sunt, quae aduersus Rempub. videbantur esse, &c. Q. Marcio tenne solo il magistrato, per essere morto il collega. Al quale Marcio Rè, fù statuita la Prouincia della Cilicia. A questo tempo nacque la guerra dell' Isola di Creta. La cagione della qual guerra fù, perche questa Isola haueua dato aiuto al Rè Mitridate nella guerra fattali dal pop. R. Et il primo, che à questi tempi fù mandato dalla Repu. all'impresa contra i Cretensi, fù M. Antonio padre di Marco Antonio Triumviro. Onde hauendosi esso M. Antonio posto alla guerra de'Cretensi, & eßendoli mal succeduta, quiui si mori. Dopo la cui morte, fù mandato Metello a quella impresa: il quale con grandissime battaglie fra lo spacio di tre anni, soggiogò tutta la Prouincia. Dalla qual vittoria egli fù chiamato Cretico, & trionfò di questa Isola. Di che noi leggiamo nella Epitoma nonantesimanona. Q. Metellus pro Cos. bello sibi aduersus Cretenses mandato Cydoniam vrbem obsedit. Adunque noi diremo, che la presente moneta fosse signata di Nettuno col tridente, e Delfino da vna parte, & dall'altra del rostro della naue; percioche sotto il suo Consolato si fece la guerra nauale dell'Isola di Creta, & se ne hebbe vittoria.
    LA MONETA in rame, di Manio Acilio Glabrione, ha da vna parte la testa capillata, e barbata di vn Dio, ch'io stimo essere di Escolapio. Ha per riuerso la vorga di esso Escolapio, col serpe intorno auuolto, con tale iscrittione d'intorno, MA. ACILI . cio è Manius Acilius. Questa moneta fù battuta in Roma, l'anno della città Dcxxcvj. sotto il Consolato di Manio Acilio Glabrione, che fù in detto magistrato collega di C. Calpurnio Pisone. Di C. Pisone, & di Manio Acilio Glabrione Consoli rende testimonio Cicerone nel libro duodecimo ad Atticum Questo Acilio fù Pretore, eßendo Pompeio Consolo, & essendo lui giudice Cicerone accusò C. Verre della Pretura di Sicilia. Et si come C. Pisone ottenne la Gallia Narbonense, cosi Manio Glabrione sortì la Bithinia insieme con la guerra Mitridatica. La testa dall'un de' lati della moneta è di Escolapio, si come dall'altro si vede ancora la sua verga col serpente, che è segno di salute. Ma perche cotal moneta fosse in questo modo dall'una e l'altra parte signata, noi diremo, ritrouarsi molte medaglie, ne i cui riuersi sono notati segni, ouero imprese, che alludeuano al cognome de i Consoli, ò Triumviri monetali, sotto i quali erano state dette medaglie battute. Onde noi vediamo, che questa moneta fù battuta sotto il Consolato di M. Acilio, con la testa, e co i segni di Escolapio, per alludere gentilmente al suo cognome, che ha significamẽto di Salute. Percioche questo cognome Acilius, par che habbia cõformità cõ ἀκέομ{αι}, ouero ἀκείομαι, uerbi Greci, che significano medeor: al qual verbo alludẽdo il detto Cõsolo col suo cognome, segnò ĩ suo tẽpo la sudetta moneta. Ma trouasi ãcora un'altra moneta ĩ argẽto, battuta ĩ tẽpo del
la Repu-

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