Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

867.

Però dobbiamo pensare, che M. Poblicio fosse à quella impresa Propretore delle legioni, il cui nome si vede ancora in tale moneta notato. Alcuni leggono quelle lettere abbreuiate LEG. PROPR . i. Legatus Propraetoris. Dalla qual lettione parerebbe, che Poblicio fosse stato Legato del Propretore, & non legato assolutamentè. Ma nella presente moneta, è opinione di alcuni altri, che la prouincia sudetta, che tiene quelle armi, sia la Cilicia, chiamata hoggi Caramania, che rende le armi à Pompeio Capitano nella guerra Piratica. percioche hauendo Pompeio nella Cilicia prouincia, madre, & radice de' Ladroni, tolte l'armi à Cilici, perdonò loro; & edificò nelle rouine di Solis città Pompeiopoli, doue pose i Corsali senza armi, accioche attendessero alla quiete. Questa furia & forza de' Corsali, come scriue Plutarco, uscì prima di detta prouincia Cilicia, hauendo hauuto picciolo, e quasi incognito principio, & prese poi superbia, & ardire nella guerra di Mitridate, confidandosi ne' nauilij di esso Rè. I fuorusciti Romani poi per la guerra ciuile correndo fino alle porte della città, à poco à poco s'accompagnarono, & vennero innanzi con essa. Onde essendo abbandonato il mare di presidij, costoro non solamente hebbero ardire d'assaltare i marinari, ma trauagliarono ancora l'Isole, le Città, e le grandißime riuiere. Erano gia in molti luoghi le abitationi, e i ricetti di questi tai Corsali, gli Arsenali, e i presidij maritimi ancora forniti. Et à costoro concorreuano hoggimai tutte le armate intiere piene di huomini valorosi, con incredibil pompa, & intollerabile superbia; facendo cose in vituperio & disonore del Imperio Romano. A questo si scelerato La trocinio s'adoperauano piu di mille naui, & esse haueano prese piu di quattrocento città. Et haueua occupato questa grandezza tutto il mare mediteranco. onde niuno poteua piu trafficare, ma ogni cosa era chiusa, & piena di pericoli. Ora la grandissima carestia del viuere spinse i Romani à por mente à questa cosa, è la strettezza del viuere, e l'hauere ogni dì paura di peggio, moße egli animi loro à mandar Pompeo, il qual purgasse il mar de'Corsali. Fù adũque messo il partito, per lo quale egli nõ fù creato principe della battaglia nauale, ma Capitã generale cõ grandissima autorità sopra tutti gli huomini, libera da ogni appello. percioche secondo la legge tutti i mari fino allo stretto di Gade gli toccarono in gouerno; & oltre à ciò tutta la terra ferma, che fosse lontana dalle riuiere cinquecento stadij, il quale spacio, vi eran pochi luoghi dell'Imperio Romano, che lo passaßero. Onde grandissimi popoli, grandißime nationi, & potentißimi Rè si cõ prendeuano sotto l'Imperio di lui. Oltra di questo fugli data soprema autorità, & ch'egli potesse trar denari della camera del commune, e delle entrate publiche à suo piacere. Furongli assegnate ducento naui, le quali egli fornisse di soldati, & di ciurme. Benche scriue poi Plutarco piu oltre, che gli furono fornite cin quecento naui, e datigli cẽto venti mila fanti, e cinque mila caualli. La onde esso Pompeo partendo i mari, diuise tutto'l mar mediterraneo in tredeci regioni, & à ciaseuna parte aßegnò naui, & vn Capitano. Onde hauendo messe intorno le gẽti, si mise à dar caccia à Corsali; & come fanno i cacciatori, gli accerchiò, & ridusse tutti insieme. Ma essi affrettando di separarsi, come vno sciame di pecchie d'ogni parte, ritornarono in Cilicia, cõtra de' quali dicesi che Põpeo andò cõ ses-
santa

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer