Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

857.

Rodi & à Smirna, l'anno della città 654. Questo Metello Pio nella guerra sociale vccise il Capitano de' Marsi, & oppresse Hirtuleio e Sertorio in Ispagna. Adunque la presente moneta dall'vna e l'altra parte è signata di tutte quelle cose, che ci spiegano il suo cognome di Pio, & prima della testa della Dea Pietà, con la Cigogna dinanzi, che significa Pietà, e dell'animale Elefante, per cui s'intende la Pietà. Della Pietà dell'Elefante leggi Aristotele, & il Pierio Valeriano nel lib. secondo. Poi la Pietà della Cigogna è cosi chiara à tutti, che ha poco bisogno di dichiaratione. Conciosia, che questo vccello significa l'huomo pietoso verso il padre, e pieno de gli vffici della vera carità, percioche la Cigogna non abbandona mai li suoi genitori, hauendo cura della loro vecchiezza, souenendoli ciascuna volta c'habbiano bisogno de gli alimenti. Percioche questi vccelli non lasciano il padre nè la madre andar vagabondi, ma danno opera che stiano nel nido loro; & si pascano della fatica di quelli, che eßi hanno generati, e nodriti. Onde quel pietosissimo verbone gli adagij è stato vsurpato ἀντι??ελαργ{εῖ}ν che significa, promerentibus gratiam referre; chiamandosi ancora la Cigogna in lingua Greca πέλαργοτ. Però le note, di cui noi vediamo questa moneta signata, cio è la Dea Pietà, la Cigogna e lo Elefante, ci spiegano il meriteuole cognome di Pio, di Q. Cecilio Metello. Ma delle monete de gli altri Metelli, noi nel nostro discorso à bastanza habbiam ragionato: & ancora in questo libro.
    LA MONETA in argento di L. Licinio Murena, ha da vna parte la testa di Roma armata, con tale iscrittione di dietro ROMA . e dirimpetto MVRENA . Ha per riuerso vn carro trionfale tirato da quattro caualli, sopra il quale si vede il simolacro di Gioue, che tiene nella sinistra vn fulgure, e nella destra lo scettro. con tali lettere sotto. L. LICINI. P. F . Questa moneta fù battuta in Roma, l'anno della città 673. cio è il medesimo che la sopradetta, doppo la vittoria c'hebbe Licinio Murena Propretore del Re Mitridate in Asia. conciosia, che L. Murena in cominciasse la guerra con Mitridate di suo arbitrio, la quale lasciò poì per comandamento di Sulla; & per quanto noi possiamo raccogliere dalle istorie, questa im presa fù da lui fatta per dui anni in prima sotto Mario e Carbone, dapoi sotto Tullio, e Cornelio consoli. Et che Murena di questa guerra trionfasse, egli è assai chiaro, ma in quale anno non si sa certo; à me pare potersi far congettura, che il suo trionfo fosse in questo anno, essendo verisimile, ch'egli ritornasse à Roma, allora quando Sulla lo richiamò da quella guerra. Della qual cosa cosi scriue Cicerone pro Murena, che fu figliuolo di questo. Mithridatem L. Sulla maximo, & fortissimo exercitu pugna excitatum, cum hello inuectum in totam Asiam, cum pace dimisit; L. Murena pater vehementißime, diligentissimeque vexatum, repressum magna ex parte, non oppressum reliquit. Et ancora pro lege Manilia. Triumphauit L. Sulla, triumphauit L. Murena de Mithridate duo fortissimi, & summi Imperatores, sed ita tamen triumpharunt, vt ille pulsus, superatusque regna ret. Veruntamen illis Imperatoribus laus est tribucnda, quòd egerunt, venia danda, quòd reliquerunt. Propterea quòd ab eo bello Sullam in Italiam respub. Murenam Sulla reuocauit. Et oltre di cio dice lo steßo pro Murena. An cum sedere
in equis

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