Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

855.

    LA MONETA in argento di L. Cornelio Sulla. ha da vna parte la testa dì Roma armata, con tale iscrittione intorno. L. MANLI. PRO. Q . Ha per riuerso vn bellissimo carro, tirato da quattro caualli, sopra il quale sta una figura trionfante, con non so che in mano, che mal si puo conoscere quello che sia; & si vede poi in aria un'alata Vittoria, che porge ad essa figura trionfante una corona; & ui si leggono sotto queste lettere. L. SVLLA. IMP . Questa moneta fu battuta in Roma l'anno presente DCLXXII . che fù, come io giudico quell'anno, che L. Cornelio Sulla si fece di suo parere & arbitrio creare Dittatore, percioche. essendo Carbone Consolo morto in Sicilia, e Mario à Preneste, il senato ordinò, che per cagione de' Comitij si creasse l'Interrege, Onde fù fatto L. Valerio Flacco. Costui, mentre che si aspettaua che si facessero i Comitij, per creare i Consoli, per opinione di L. Sulla vincitore propose vna legge al popolo, che egli pareua a Sulla, essere di beneficio alla Republica che si creaße vn Dittatore, che riformasse la Repub. perturbata, & che quello non si douesse eleggere, come innanzi, à tempo, ma infino che la città, e tutta Italia, e tutta la Repub fosse ordinata, e constituita. Adunque eßo L. Sulla fu creato Dittatore, il quale hauendosi preso xxiiij. fasci, & assegnati custo di del corpo suo, fù il primo, che misse in abuso la Dittatoria potestà. di che fanno mentione Appiano, el'Epitome. Et cosi la Dittatura, doppo essere stata intermessa per molti anni, fù dinuouo da Sulla tirannicamente introdotta. Di questo L. Flacco Interrege, cosi scriue Cicerone contra Rullum. Omnium legum iniquissimam, dissimillimaque legis esse arbitror eam, quam L. Flaccus Interrex de Sulla tulit, vt oĩa quaecũque ille fecisset eßẽt rata. Della quale istessa legge il medesimo Cicerone intese nel primo libro. De Leg. quando disse. Quid iniustius ea lege, quam Interrex noster tulit, vt Dictator quem vellet ciuium impune posset occidere? In questo anno L. Sulla hauendo vinto Mario, volle essere chiamato Felice. come scriuono Appiano, e Velleio. E Plutarco scriue, lui nel richiedere il trionfo, hauere ancora di mandato il cognome di Felice. Et che scriuendo il medesimo à i Creci si chiamò Venusto. Ma i fragmẽti Capitolini põgono ĩ questo anno il triõfo di L. Sulla Dittatore, il quale fu di Mitridate Rè di Ponto, della Grecia, e dell'Asia. Che esso triõfasse di Mittridate Cicerone, Eutropio, e Plutarco ci fãno fede, Plinio ci dimostra, lui hauer trionfato per due giorni, quando scriue al lib. xxxiij. Sylla in triumpho, quod ex Capitolinae aedis incendio, certisque omnibus delubris C. Marius filius Preneste detulerat. xiij. millia auri pondo sub eo titulo in triumpho trã stulit, & argenti vij. millia. E soggiuuge Floro. Debellatum à Sulla foret, nisi de Mithridate triumphare cito, quàm verè maluißet. Ma inciò fu grandemente lodato Sulla, che egli non volle menare alcun trionfo de i cittadini vinti. Il che è notato da Valerio nel lib. iij. con queste parole. L. Sulla, qui plurima bella ciuilia confecit, cum consumata, ac constructa potentia sua triumphum duceret, ut Creciae, & Asiae multas vrhes, ita ciuium Romanorum nullum oppidum vexit. Adunque che esso Sulla trionfasse della Grecia, dell'Asia, del mar maggiore ouer Ponto, e del Re Mitridate, ci rende questa moneta chiaro testimonio, la quale ha per riuerso la quadriga trionfale, con la persona di Sulla trionfante sopra, e con la imagine della Vittoria, che lo incorona. Quelle lettere dall'altro lato. L. M. ANLI.
RRO

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