Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

849.

ratores, quorum uiuit immortalis memoria, & gloria, Scipiones, Brutos, Crassos, Metellos, & hunc presentẽ Cn. Pompeium. intendendo per questi P. & Cn. Scipioni fratelli, D. Bruto Callaico, P. Crasso, Q Metello Pio, & Cn. Pompeio Magno; i quali tutti fecero imprese nella Spagna vlteriore. Noi ancora possiamo hauerne cõgettura dal riuerso della presente moneta. percioche la figura armata di asta, e di scudo, che tiene il cauallo à mano, penso che sia P. Crasso Proconsolo, cbe andò alla impresa della spagna. Trouasi vn'altra moneta in argento del sudetto Licinio Crasso, che ha da vna parte la testa turrita della Dea Cibele, et ha dall'altra il carro della sopradetta Dea tirato da dui Leoni sopra il qual carro siede essa Dea, cõ tale iscritione intorno. P. LIC M. F. P. N. CR. ASSVS . la qual moneta non so, se fosse nel presente anno battuta. La gente Licinia fu plebeia, & di questa si ritrouã le monete solamente di Murena, di Nerua, & di Stolone.
    LA MONETA in argento di L. Licinio Crasso, ha da vna parte la testa di vna Diana, col turcasso, e l'arco dietro alle spale, & con vna meza Luna sopra la testa. Ha per riuerso vn porco saluatico, trafitto da vn'asta, a canto al quale vedesi vn feroce cane, con tale iscrittione di sotto. L. LICIN. L. F. CRASS . Qesta moneta fù battuta in Roma, l'anno della città. 661. sotto nome di L. Licinio Crasso, la testa da vn canto è di Diana, e quel porco dall'altro lato trafitto da vn asta, & perseguitato da vn veltro, ha relatione à Diana cacciatrice. Mal'anno. 658. fù innanzi battuta in Roma vn'altra moneta in argento del sudetto L. Licinio Crasso, sotto il suo Consolato, il quale fù collega di Q. Mutio Sceuola. che da vna parte hauea la testa di vn Gioue, e dall'altra vna gran figura di vna Vittoria, che nella sinistra tiene vna palma, e con la destra pone la corona ad un trofeo, che le sta dirimpeto, con tale iscrittione di sotto. ROMA. & L. CRAS. L. F . Questa moneta fù battuta in tempo che L. Licinio Crasso Procos. riceuette vittoria nella Gallia. Onde hauendo esso felicemente quella impresa fornita in detta Prouincia, e per le cose fatte richiesto il trionfo, non si troua ch'egli lo impetrasse Del quale cosi si troua scritto appresso Cicerone, nel j. lib. dd Inuent. L. Licinius Crassus Cos. quosdam in citeriore Gallia nullo illustri, neq; certo duce, neq; eo nomine, neq; eo numero praeditos, ut digni essent, qui bostes populi R. esse dicerentur, que tamen exeursionibus, & latrocinijs infeftam prouinciam redderent, consectatus est, & confecit. Romam rediit, triumphum à Senatu postulat. Della qual vittoria ci rende testimonio la presente moneta, c'ha per riuerso il simolacro della Vittoria, che corona vn trofeo.
    LA MONETA in argento di Cn. Pompeio Strabone, ha da una parte la testa di Roma armata, col segno del denario di dietro, & cõ q̃sta iscrittione dinanzi STR.ABO . Ha per riuerso vna carretta tirata da due caualli, sopra cui uedesi la imagine di vna alata Vittoria. che porge cõ la destra una corona innãzi, et sotto la biga leggõsi q̃ste lettere. CN. POMPEI. ROMA . Questa moneta fù battuta in Roma, l'anno della città 664. sotto il Consolato di Cn. Pompeio Strabone, che fù collega di L. Portio Catone, & perso in tempo della vittoria, ch'esso Strabone hebbe de i Popoli Picenti, & Asculani, de i quali trionfò. Conciosia, che essendo condotta l'impresa di
que-

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