Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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l'amicitia de'Romani. il che hauendo il Rè fatto (percioche Iugurta pensaua d'essere da Boccho chiamato amicheuolmente) Sulla quello legato, cõdusse à Mario. Cosi scriue Salustio, dalle cui parole io stimo che Iugurta fosse preso questo anno. Non di meno, non hauendo Mario trionfato questo anno, madui anni dapoi, noi dobbiam credere, ch'egli l'anno seguente fosse da lui consumato nell'ordinare la Prouincia della Numidia, Della qual cosa niente scriue Salustio. Ma Rufo scriue, che essen do oppresso e rouinato Iugurta per Metello, & preso Per Mario, la Numidia, uenne in potere del popolo Romano. Fù poi l'anno DCXLIX . battuta in Roma vn'altra moneta, In argento, c'hauea da vna parte la testa di vn Gioue, con tale iscrittione dinanzi il volto. L. CORNEL. SVLLA PR. Q . E dall'altra si vedeua vna figura trionfante, con vna palma nella sinistra, con queste lettere intorno. C. MARIVS. C. F. COS . La quale fù battuta, sotto il secondo Consolato di C. Mario, che in questo anno hebbe per collega C. Fuluio Fimbria. Percioche esso Mario hauendo, come s'è detto, preso Iugurta, & hauendo ridotta tutta la Numidia sotto la signoria del pop. Rom. non venne à Roma innanzi, che questo anno DCXLIX . nel quale esso creato Consolo vn'altra volta, per la paura c'hebbero i Romani de'popoli Cimbri, entrò nella città trionfante, il quale menò nel trionfo il Rè, e dui suoi figliuoli come scriuono Salustio, Plutarco, e Floro, che al lib. iij. parlando di Mario, dice cosi. Hic & vrbem Herculi conditam Capsam, in media Africa sitam, anguibus arenisque vallatam, mira quadam felicitate superauit, & saxeo inditam monti Mulucham vrbem per Ligurem aditu arduo inaccessoque penetrauit, mox non ipsum modo, sed Boccum Mauritaniae regem iure sanguinis Numidiam vindie antem, apud oppidum Cirtam grauiter cecidit. Qui vbi diffisus rebus suis, alienae cladis acceßio ne fieret, timet, precium sederis atque amicitiae regem facit. Sic fraudulentißimus regum, fraude seceri sui in insidias deductus est, & Sullę in manum traditus. Tan demque opertum catenis lugurtham in triumpho populus Romanus aspexit: sed ille quoque quamuis victus & vinctus vidit vrbem, quam venalem, & quandoque perituram si habuisset emptorem, frustra cecinerat. Ma noi molto bene possiamo comprendere gli egregij fatti di C. Mario, per tutti i suoi Consolati dà vno antichissimo Epigramma dell'antica città, che nel lib. de gli Epigrammi di Roma, cosi si legge.
    C. MARIVS. PR. TR. PL. Q. AVGVR. TR. MIL. EX. SORTEM BELLVM CVM IVGVRTHA REGE NVMID. VEL PROCOS. GESSIT. EVM CEPIT ET TRIVMPHANS IN IOVIS AEDEM SECVNDO CONSVLATV ANTE CVRRVM SVVM DVCI IVSSIT. III CONSVL ABSENS CREATVSEST. IIII TEVTONORVM EXERCITVM DELEVIT. V. CONSVL CIMBROS FVGAVIT. EX EIS ET TEVTONIS ITERVM TRIVMPHAVIT. REMP. TVRBATAM SEDITIONIBVS, ET TR. PL. ET PRAETOR. QVI ARMATFC APITOLIVM OCCVPAVERANT
VI .

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