Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

823.

    Dall'iscrittione del quale Epitafio, si vede quanto fosse famoso questo Auriga Diocle Lusitano, & come in tutte le fattioni restò vincitore ne i corsi delle carette, & si dimostra ancora in che tẽpo egli fiorisse, cõmẽmorãdosi gli anni della città, et gli anni di Christo. Del quale, oltre le altre iscrittioni antiche, che si trouano ĩ marmo, mi è peruenuta gli anni passati alle mani una rara medaglia, grãde, in rame, greca, ritrouata nell'Isola di Cãdia. Questa medaglia ha da una parte la testa di una dõna, la qual potrebbe essere di una città, et nel collo di essa testa, uedesi coniata un'altra picciola testa di un'huomo, in matura età et robusto, cõ lettere grece tali ΔΙΟΚΛΗΣ . Diocles. Ha per rouescio la testa di una Diana, dentro ad una corona, col turcasso dietro alle spalle, cõ q̃ste due lettere abbreuiate ΛΑ. Delle quali note io nõ saprei trarre sẽso alcuno. Questa medaglia ueramẽte rarißima può rappresẽtare q̃sto Diocle famoso cursore, ouero Auriga di natione spagnuolo. che ottenne nel correre in più modi, & in varie fattioni infinite uittorie, & riportò per tali uittorie grãdissimi premij in quei tẽpi, scndo che dal sudetto Epitafio in marmo noi poßiamo vedere, et da altri marmi antichi. Ma io ho notato, leggẽdo nelli antichi autori, molti Principi et Imperatori Romani, c'hãno atteso à q̃sta dilettatione d'aurigare, & esseruisi come pazzi dati à q̃sto essercitio delle carette. Di C. Calicula scriue Suetonio Trãquillo nella sua uita, dicẽdo, ch'egli faceua l'ufficio dell'Auriga in più modi pe'l Circo tutto. Et il medesimo riferisce di lui Dione historico nel lib. LIX . Di Nerone poi dice Cornel. Tacito nel 14. lib. Haueua Nerone una antica diligenza di salire nel carro de gli Aurighi; ne manco brutta dilettatione era in lui quella, che quando cenaua si pigliaua piacere di cantare all'usanza de i Citaredi, che da i Re, & da i Capitani antichi raccontaua essersi fatto, in laude & honore de gli Iddij. Dione similmente nel lib. LXI . dice, che Nerone uestito di ueste uerde Prasina, & ornato del Capello, che erano soliti portare gli Aurighi, maneggiaua publicamente il carro, correndo nel Circo. Dice appreßo di commodo Imperadore Erodiano, nel suo primo libro. Che Commodo si eßercitaua oltre modo nello Aurigarc, & nell'uccider le bestie, & per attendere à questi essercicij lo celebrauano con gloria di fortezza. Et Spartiano dice del medesimo cosi. Gouernò il earro in habito di Auriga, & uiueua insieme con i gladiatori; & uolle hauere presso di se caualli da correre, & essercitare nel corso i caualli congiunti à i carri. Di Vitellio scriuono Dione & Suetonio il medesimo. Et di Eliogabalo scriue Erodiano nel lib. v. Che era riguardato Eliogabalo, che facena lo Auriga, ouero saltaua, & l'istesso di lui riferiscono Dione, & Lampridio. Oltre di cio dìce Dione nella vita di Nerone, che esso Nerone si essercitò ne i carri ne i giuochi Olimpici, & essendo caduto da un carro di mala caduta, & che poco mancò, che non rimanesse in franto, gli fu donata la corona. Onde egli la diede a gli Hellanodici, che erano giudici ne i giuochi Olimpici. Si essercitò in tutte le città, doue si faceuano questi garreggiamenti del correre, doue ogni uolta che gli bisognaua trombetta, usaua l'opera di Cluuio Rufo huomo consolare. Et il bando della vittoria si dichiaraua con queste parole.
    NERO. CAESAR. VICTOR. HVIVS. CERTAMINIS. CORONAT. POPVLVM. ROMANVM. ET, SVVM. ORBEM. TERRARVM.
    Ma quanto poi alle hore degli spettacoli de i giuochi nel Circo, noi diremo, che si
cele-

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