Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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none Sospita. Et ha dall'altra la sella Curule, sopra la quale vedesi vna corona, che ha dall'vno, e l'altro lato due spiche, con tale iscrittione d'intorno. M. PLAVTI. L. F. HYPSAEVS. AED. CVR . Questa moneta fu battuta in Roma, l'anno della citta Dcxxxiij. sotto il Consolato di M. Plautio Hipseo, il quale fu collega di M. Fuluio Flacco. La gente Plautia scriuono gli antichi scrittori essere stata plebeia. La testa della Dea Giunone. da vna parte si vede nella moneta, per diuotione, che il det Hipseo Consolo haueua à tal Deita. E tanto più essendo solti di sacrificare i Consoli Romani alla detta Giunone Sospita, si come noi di sopra habbiamo detto. Ond'è, che molte delle monete Consulari in argento vegonsi da un lato signate della testa di questa Dea. La sella Curule dall'altro lato ci dimostra questo Consolo essere per innanzi stato Edile Curule. la memoria del qual magistrato piacqueli di signare in tale moneta. si come ancora quelle spiche di frumento mostrano perauentura, che questo Hipseo sia stato medesimamente Edile Cereale, magistrato deputato dal publico alla prouisione frumentaria, cioè al comperare de'frumenti in Roma. Là onde altro non si vede nel riuerso di tal moneta, che i segni de'magistri d'Hipseo, notati in quella per memoria. Il magistrato de gli Edili (come scriue il Biondo nella sua Roma trionfante al lib. iij.) era un grado per passare à chieder la Pretura, e'l Consolato; come Cicerone scriuendo à Furnio dice. ma à che effetto si creassero gli Edil, il medesimo Cicerone il dice, cioè perche hauessero cura della citta, della grascia, de'giuochi solenni e publici scriue Liuio, che quello anno, che fu creato vno de'Consoli della plebe, fù anco un pretore, & gli Edili Curuli; scriue un'altra volta, che cercando di essere fatto Edile Curule C. Flauio publico Scriba, e nato di padre Libertino, e non volendogli dare le Tribu le voci, percioche era egli Scriba, e notaio, ripose lo stilo, con che scriueua, e giuro di non douere piu mai fare simile essercitio; e cosi fu fatto Edile. scriue anco Liuio, che gli Edili Curuli di molte pene che feron pagare à certi usurai, di quello che ne toccò al publico, ferono le porte di Bronzo del Campidoglio, e nella cella di Gioue vasi d'argento per tre mẽse, e nella sommita della cella feron far Gioue sopra vna quadriga, & al fico Ruminale feron fare i simulacri, cioè le effigie di Romolo, e di Remo bambini, che poppa uano la Lupa, e dalla porta Capena, al Tempio di Marte, insilicorono la strada di sassi quadrati. Gli Edili Plebei medesimamente di certe condannagioni di pastori ferono certi giuochi, & alcune tazze d'oro nel Tempio di Cerere. Per potere gli Edili fare di molti giuochi senza molta spesa dell'Erario, soleuano dare alle Prouincie soggette al popolo Romano, la cura dimandare in Roma le fiere per questi spettacoli. Onde si gloria M. Tullio col fratello Propretore del' Asia, che per la virtù, e prudentia loro hauessero di questo peso liberata quella Prouincia, che ne doueua esser loro perciò molto obligata. Auanti à questo tempo scriuendo di Cilicia M. Tullio à Celio Edile, che gli hauea scritto, che li faceße hauere molte pantere, li dice, ch'egli haueua prouisto d'hauerne quante poteua, da quelli. che le cacciauano, ma che se ne prendeuano pochissime. Il medesimo Cicerone scriuendo a Bruto dimostra che ancora per le altre terre fuora di Roma, si creauano gli Edili; onde questa sedia era quella, sopra la quale sedeuano essi Edili in Roma, & si come in tempo della Republica, sopra la sella Curule sedeuano i magistrati, cosi poi quella
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