Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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& horrore deprehendit. Trouiamo ancora appresso di Orosio cosi scritto in conformità. Brutus in interiore Hispania LX. millia Gallaecorum, qui Lusitanis auxilio uenerant, aspero bello, & dissicili quanuis incautos circumuenisset, oppressit. Et appresso Velleio. Ante tempus excisae. Numantię praeclara in Hispania militia A. Bruti fuit, qui penetratis omnibus Hispaniae gentibus ingenti vi hominum, vrbiumque potitus numero, aditis, quae uix adita erant, Callęci cognomen meruit. Et appresso Ruso. Hispanias per D. Brutum obtinuimus, & vsque ad Gades ad Oceanum peruenimus. Et noi etiandio leggiamo in Strabone al lib. üj. Gallaeci vltimi sunt, montes incolentes, acpropterea qui subigantur difficilimi, qui Bruto, qui Lusitanos debellauit, cognomen dederunt, Adunque queste cose furono da Bruto fatte nel presente anno intorno alla guerra Lusitanica, il quale nondimeno non trionfò se non quattro anni dapoi, lungamente, per quanto possiamo credere, occupato nell'ordinare la Pronincia. Della qual vittoria noi habbiamo il testimonio di tale moneta, c'ha per riuerso vna biga con la figura della Vittoria. Questo D. Iunio Bruto fu per tale uittoria cognominato Galleco. Eßendo nominate da gli scrittori molte famiglie della gente Iunia, non si ritrouano però ne i Denarij, se non le monete solamente de i Bruti, & de i Silani. Fù la famiglia de i Bruti di due sorti, l'una patricia della quale nacque L. Bruto, quello che scacciò li Rè; & l'altra plebeia sù moltiplice, capo della quale fù L. Bruto, che fù primo Tribuno della plebe, si come scriue Dionisio al lib. v.
    LA MONETA in argento di Ser. Fuluio Flacco, ha da vna parte la testa di Roma armata, col segno del Deuario di dietro. Et dall'altra si vede un carro trionfala, tirato da quattro caualli, sopra di cui scorgesi la picciola imagine di una Vittoria, che nella destra tiene una sferza, con tale iscrittione di sotto SER. FLAC. ROMA . Questa moneta fu battuta in Roma l'anno della città DCXVIII . sotto il Consolato di Ser. Fuluio Flacco, in tempo che esso Consolo hebbe vittoria de i popoli Vardei della Illiria. percioche gli Illirij nella guerra Persica vinti da i Romani, stettero pacificati insino à questi tempi, ne'quali i popoli Vardei assalirono con le armi il paese Illirico, che era sotto la podestà de' Romani, contra i quali, non hauendo i legati che furono lor mandati, fatto alcun profitto, si partì Fuluio Flacco con l'eßercito, & con vna scorreria solamente terminò la guerra. di che nell'Epitoma lvj. cosi trouamo scritto. Fuluius Flaccus Cos. Vardaeos in Illyrico subegit. Del trionfo di Fuluio io non ritrouo alcuna cosa chiara, ma dalla oßeruatione delle Epitome, & da quella parola subegit, io stimo il Consolo Fuluio hauer trionfato. Sotto li medesimi Consoli, cioè Fuluio Flacco sudetto, & Q. Calpurnio suo collega si mosse la guerra dai Serui in Sicilia, & la cagione di questa guerra è descritta da Floro. La medesima ancora noi leggiamo nell'Epitoma lvj. Bellum seruile in Sicilia ortum, cum opprimià praetoribus minime valuisset C. Fuluio Consuli mandatum est. Cuius belli initium suit Eunus seruos, natione Syrus: qui, contracta agrestium seruorum manu, & solutis ergastulis, iusti exercitus numerum impleuit. Cleon quoue alter seruus ad septuaginta millia seruorum contraxit. & copijs iunctis con-
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