Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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corone di uarij fiori composte. Trapassorono dapoi alle rose, & in tanto procedette la lussuria, che non pareua, che hauesse alcuna corona gratia, se non era tutta di foglie. Essendosi dapoi cominciate à pigliare dall'India, & de la da gli Indi le corone cucite. Ma appreßo de Greci priuatamente delle corone scrissero Mnesteo & Callimaco medici, di quelle che nuoceno al capo; perche ancora in questo è alcuna portione di valetudine, nel bere, & nell'allegrezza principalmente sottentrando fallacemente la forza de gli odori per la scelerata astutia di Cleopatra. Per che nel l'apparato della guerra Attiaca, temendo M. Antonio la gratificatione di eßa Regina, & non prendendo esso i cibi se non gli era fatta la credenza, se dice, che ella scherzò conla sua paura, & che hauendo bagnati gli estremi fiori della corona col veleno, & postasi quella in capo, crescendo dapoi l'allegrezza, inuitò Antonio, che le corone si beuessero. Et chi haurebbe cosi temute le insidie? Adunque essendosi stritolate nel bicchire esse corone, & cominciando à bere, opponendo la mano Cleopatra. Hor ecco io sono quella, ò caro Antonio, dalla quale tu con tanta diligentia ti guardi nel pigliarei cibi? cosi à me, se io poteßi viuere senza te, mancarebbe l'occasione, ouero il modo. Et hauendo dapoi fatto cauare vno di prigione, & comandando che beuesse, subito si morì. De' fiori, oltre i sopradetti, scrisse Theofrasto appresso i Greci. Et de i nostri scrissero alcuni libri con iscrittione antheologi con, ma io non ritrouo che alcuno habbia trattato de'fiori. cosi scriue Plinio delle corone di fiori, di rose, & di viole, dicendo che le corone sono di due sorti, che alcune furono di fiori, altre di foglie. Ma tratta poi Plinio particolarmente al lib. 22. nel cap. 3. 4. 5. & 6. delle corone militari, & di quelle che si constumauano ne i trionfi. Dicendo, che niuna corona è stata più nobile che quella della Gramigna, nella maestà del popolo, principe delle terre, & premij della gloria. Le corone gemmate, & auree, uallari, murali, rostrate, le Ciuiche, le trionfali, furono doppo queste; & tutte sono con grande interuallo, & gran differenza. Perche tutte le altre i particolari, & essi Capitani, & Imperadori diedero ai soldati, & alcuna uolta a i colleghi. Soggiugne poi esso Plinio al Cap. 4. Concedette il Senato i trionfi, liberato dalla cura della guerra, & il popolo ocioso; ma la corona di Gramigna, non toccò mai ad alcuno, se non in somma disperatione, data da tutto l essercito saluato. Le altre diedero gli Imperadori; questa sola i soldati all'Imperatore. La medesima si chiama obsidionale, perche si daua da quegli che erano liberati dall'assedio, ò da abominando esitio di tutto il campo. Onde se l'honore della Ciuica, che si daua per hauere saluato qualche cittadino, ancora humile, si teneua preclaro & sacro, che cosa finalmente si deue stimare, che tutto uno esercito sia saluato per la virtù di un'huomo solo? Dauasi questa di verde Gramigna, cauata di la, doue alcuno ha ueße saluati gli assediati. Perche era appresso gli antichi sommo segno di vittoria, quando i vinti porgeuano l'herba, perche dimostrauano di cedere la terra, & essa nutrice, & cedere ancora fino alla sepultura: il qual costume ancora si conserua appresso di Germani. Dice poi Plinio al cap. 5. a quali soli fu donata questa corona affermando che questa fu data una uolta a L. Siccio Dentato, hauendo costui meritato quatordeci Ciuiche, & hauẽdo cõbattuto in cento uenti battaglie sempre uincitore. Tãto è più rara cosa esser donata q̃sta a uno Saluatore da saluati. Alcuni
altri

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