Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

788.

la ueste alzata a cintola, che era di porpora, & intertesta di molte stelle d'oro all'usanza Romana, e nell'vna mano portaua uno scettro d'auorio, nell'altra un ramuscello di lauro, perche queste erano appresso i Romani le insegne della vittoria, nel qual modo trionfo Scipione Asricano il maggiore. Colui che trionfaua era onorato da un triplice giudcio. prima l'essercito giudicaua, se si douea concedere il trionfo al Capitano. Secondariamente il Senato, & dapoi il popolo. Oltre di cio si cõcedeua ai trionfanti di porre le sue statue ne i Tempij, nelle piazze, e drizzare archi, e colonne, che si chiamauano trionfali, di pietra & di marmo, e di scolpire le battaglie, & uittorie conseguite, per lasciare per petua memoria a posteri de'fatti loro, de' quali hoggi di se ne veggono in Roma. Et questo era ad imitatione de i trofei, che usarono gli antichi Greci, i quali haueuano in costume, in quel luogo doue i lor Capitani conseguiuano qualche uittoria, drizzare un albero grande, troncato gli prima tutti i rami, e nel tronco di porre l'armatura tutta del uinto, in memoria dalla sua vittoria, chiamando quello trofeo, che in lingua Greca si dice {τρ}όπ{αι}ον da {τρ}έπ{ει}ν, che significa far ritirare, & fugare il nimico vinto. Et noi uediamo la forma di questi trofei in molte medaglie antiche de gli Imperatori Romani. Onde si come i Romani diedero à i loro Capitani vittoriosi vn grande onore, cio è il trionfo con molte lodi, & molti canti, cosi ancora si legge di Dauid nel primo de i Rè, che dapoi ch'egli uoci se Golia con cinque sassi, & uinse il suo popolo, ritornato a casa, fu riceuuto con gran gloria da i suoi, si che le donne cantauano in sua laude, dicendo. Saulpercussit mille, & Dauid decem millia. Leggesi ancora in Iudith al cap. xv. che dapoi ch'essa Iudith uccise Holoferne, & che furono uinti gli Aßirij, tutti i popoli di ogni grado & età si rallegrauano, le donne, le vergini, & i giouanine gli organi, & nelle citare; & segue poi scriuendo, che allora cantò quel psalmo al Signore. Incipite Domino in tympanis, cantate Domino in cymbalis, modulamini illi psalmum nouum, exultate & inuocate nomen eius, &c. Onde doppo la uittoria uenne tutto il popolo in Hierusalem ad adorare il Signore, & subito che furono purificati, tutti offersero i lor sacrificij, e uoti, e repromissioni. Et per tre mesi continui fu questa allegrezza di tale uittoria celebrata con Iudith. E tanto noi uogliamo hauer detto de i Trionfi, dei quali chi vorrà uedere piu particolarmente legga il Biondo nel lib. x. di Roma trionfante. Ora hauendo noi fin qui ragionato de i Trionfi, non sia fuor di proposito toccare ancora alcuna cosa di quelle, che uanno in consequenza co i detti trionfi, che sono le Corone. Le quali essendosi da gli antichi Romani date, & usate di piu maniere, noi leggiamo in Plinio sopra di esse varij discorsi. Onde al lib. 21. Cap. I. scriue, che Crasso essendo ricco fu il primo, che hauendo imitato con l'oro & con l'argento le foglie, diede ne'giuochi suoi tali corone. Dice appresso Plin. all'istesso capitulo, essersi usate ancora corone di rose & di fiori; allegando, che P. Munitio, hauendo posta la corona di fiori sopra il capo suo, la quale hauea cauato da Mersia, comandorono per questo, i triunuiri che fosse menato in prigione, & esso si appellò al Tribuno della plebe. Et che il pop. Romano attribuì solamente a Scipione l'honore de'fiori. Soggiugnendo, che in quel tempo le corone erano l'honore de gli Iddij, & de i lari publici, & priuati, & de'sepolcri, & de li Dij infernali. Et erano in somma autoritàle
corone

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