Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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la porta in Siracusa, l'altro gli hauea data la rocca in mano. Ma Augusto, come scriue Suetonio, entrò due volte in Roma, Ouante; la prima volta doppo la vittoria de i per cussori del padre, la secõda, doppo l'impresa della Sicilia. Tiberio medesimamente per quello, che oprò valorosamente nella Francia, entrò Ouante, ma sopra vn carro in Roma, & fù il primo, come dicono, che fosse de gli ornamenti trionfali onorato. Scriue Liuio, c'hauẽdo Q. Capitolino rotti li Equicoli, & essendoli negato il trionfo, entrò in Roma Ouante. Publio Valerio Console, medesimamente hanendo ricuperato il Castel Caruentano, entrò Ouante in Roma. Manlio Capitolino vi entrò medesimamente Ouante. Il medesimo fece Elio, per eßersi tosto dalla impresa della Spagna ispedito, e Fabio per hauer ributtati dalla porta Collina i Francesi, e dato il guasto in quel di Tiburi. e M. Fuluio Nobiliore, per hauer nella Spagna essendoui Pretore, oprate alcune cose. Lequali Ouatio ni sono dal Biondo nel libro. x. della sua Roma trionfante commemorate. Scriue lo istesso Gellio, al lib. v. secondo l'opinione di alcuni, che quegli che ouaua, era solito di entrare nella città a cauallo, & secondo altri, entraua piedi, con queste parole. Praetereundum non est, quod ad Ouationes attinet, super quo dissensisse veteres scriptores scio. Partim enim scripserunt, qui Ouaret, introire solitum equo've hente. Et Sabinus Massurius pedibus ingredi Ouantes dicit, sequẽtibus eos, non militibus, sed vniuerso Senatu. Ancora nelle Ouationi i Pifferi precedeuano l'Ouanie, i quali sono gli istrumẽti della pacifica dãza, et ne'sacrificij si immolauanole pecore. onde parimente deriuo il nome della Ouatione. Là onde, si come nel trionfo lo strepito delle trombe, cosi nella Ouatione era il concento delle Tibie, ouero Pifferi, l'vno di Marte. l'altro era di Venere, da che alli Ouãti dauasi la corona del Mirto cõsecrato ad essa Venere. Et tãto da noi sia detto della Ouatione. Ma noi potremmo dubitare, per che sia che entrãdo in Roma l'Ouãte Capitano ò cauallo, ouero à piedi fosse questa moneta di Terentio Varrone, nel suo rouescio signata con la quadriga trionfale, à cha noi diremo, che per dimostrare il minore trionfo, il qnale era questa Ouatione, il carro trionfale vi fosse signato in detta moneta, si che esso carro ci da ad intẽdere vna certa spetie di trionfo. Qtesta gẽte Terẽtia è da gli antichi scrittori connumerata infra le famigle plebie. della quale cosi scriue Fuluio Visino.
    Terentia gens inter plebeias ab antiquis scriptoribus numeratur, ex ea enim extitit C. Terentius Tr. pl. qui anno ccxci. legem tulit ut. Quinqueuiri crearentur, legibuss de imperio Consolari scribendis, ne ipsi libidinem aclicentiam suam pro lege haberent. et c. Liuius lib. III Diontsius lib. X.
    LA MONETA in argento di L. Emilio Paulo, ha da vna parte la testa di Roma armata, cõ tale iscritione di dietro, ROMA . & cõ queste altre lettere dinzi PAVLVS . cõ la nota solita del denario X. Ha per riuerso vn carro triõfale tirato da quattro caualli, sopra il quale vedesi vna figura triõfale. che tiene nella sinistra vna in segna militare, cõ q̃ste lettere sotto. L. AIMILI. L. F . Questa moneta fu battuta in Roma l'anno della città 573. sotto il Consolato di L. Emilio Paulo, & in tẽpo che egli ottenne uittoria dei Liguri. Conciosia, che essendo à lui & à Cn. Bebio suo colleba collega statuita dal Senato la Prouincia de i Liguri, esso Emilio cõbatte prosperamente cõ li detti Liguri Ingauni, de i quali restando vittorioso,
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