Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

768.

schiera de'nimici, che in figura di conio vrtaua la schiera del mezo. Quinctio con i suoi à cauallo gli aßalto dall'altro lato. ma piu aspramente combatteuano i cauallieri di Calpurnio, & il Pretore in persona auanti à gli altri, imperò che egli fù il primo che percosse gli Spagnuoli, & in maniera si mescolò con elii, che à pena si poteua conoscere di qual banda ci fosse. Si che i cauallieri presero animo pel gran valore del Pretore, & le fanterie si rincorrarono per la franchezza delle genti à cauallo. La vergogna mosse i primi Centurioni, vedẽdo il Pretore nel mezo dell'armi nimiche, onde cominciarono à sospignere i bãderai, & à strignerli ogniuno, che si fecessero con le insegne innanzi, & i soldati che seguitassero. Così di nuouo leuarono il grido, facendo empito dalla parte di sopra. Non altramente adunque, che à guisa d'vn rouinoso fiume, cominciarono ad abbattere, & gettare per terra i nimici, si che non poteuaeno sostruere quei che l' vno doppo l'altro gli incalzauano. Le genti a cauallo diedero loro la caccia insino al campo, & mescolatamente con la turba de'nimici, entrarono dentro a i ripari, oue da gli Spagnuoli rimasi à guardia del campo, fu rinfrancata la bataglia, tãto che i Romani furono costretti à scaualcare, & combattere à piede. In tanto soprauenne la quinta legione, & secondo che ogniuno piu poteua con prestezza, vi abbondauano l:altre genti. Onde gli spagnoli erano tagliati à pezzi per tutto il campo; si che egli non ne scamparono piu che quattro mila, de quali intorno à tre mila cbe s'haueuano riscruato l'armi, persero vn monte vicino, & mille quasi i piu disarmati, si sbaragliarono per la campagna. Erano stati i nimici piu che trentàmilia, de quali si poca parte auanzò al fatto d'arme. Furono prese CXXXIII . bandiere. De' Romani & compagni morirono poco piu che seiceto, & de gli aiuti forastieri della prouincia intorno à CL . Cinque Tribuni, & alquanti pochi cauallieri Romani, che vi si perderono, fecero che la vittoria parue sanguinosa. Il di seguentei cauallieri furono lodati nel parlamẽto da Caio Calpurnio, & donati di ricchi fornimenti di caualli, facondo fede in publico, per loro opera & virtu massimamente, essere stati rotti, & caeciati i nimici, & presi gli alloggiamenti. Quinctio l'altro Pretore donò à suoi cauallieri catenelle, & fibbie d'oro; & dell'uno & l'altro essercito furono onoratt di doni molti Centurioni, quelli principalmente, che s'eran trouat nella schiera di mozo. Queste parole scriue Liuio della vittoria c'hebbero i duei Pretori C. Colpurnio` & L. Quinctia de i popoli Lusitani & Celtiberi nella Spagna. Onde ritornati essi à Roma prima Calpurnio, dapoi Quinctio de i detti popoli vinti trionfarono. Del quale trionfo ci fa fede il riuerso della presente moneta, con la quadriga trionfale, & con la persona del Pretore Calpurnio trionfante sopra quella. Trouasi parimente vn'altra moneta in argento di L. Quinctio Crispino l'altro Pretore, battuta in Roma nel medesimo anno; c'ha da vna parte le testa di Roma armata, con lettere ROMA CRISCINVS . Et ha dall'altra vna biga di caualli in corso, sopra la quale vedesi vna Vittoria alata, che tiene nella sinistra vna palma con tale iscrittione di sotto L. QVINSTI . la qual moneta ci dimostra ancora il trionfo di L. Quinctio de i detti popoli della Spagna.
    LA MONETA in argento di A. Terentio Varrone, ha da vna parte la testa
H 3 di

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