Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

764.

    LA MONETA in argento di L. Cornelio Scipione Asiatico, ha da una parte una testa barbata, & coronata, che io stimo sia di vn Gioue, con questa nota di lettera dietro essa testa M. Ha poi dall' altra vn carro tirato da quattro caualli, sopra il qual vedesi la figura di vn Gioue, che nella destra tiene vn fulgure, & nella sinistra lo scettro. Sotto di cui leggesi cotale iscrittione L. SCIP. ASIA. G . Questa moneta fu battuta in Roma l'anno della città sopradetto Dlxiiij. in tẽpo, che L. Cornelio Scipioue Asiatico Proconsolo ottenne vittoria di Antioco Rè della Siria: & per quella trionfò. Percioche esso Cornelio Scipione, essendo nel Consolato sortì l'Asia, & la guerra contra il Re Antioco. onde essendos: per quella im presa partito insieme col fretello Africano suo Legato, vinse in battaglia al monte Sipilo appresso Magnesia esso Rè, non eßendoui il fratello presente, che era infermo à Elea, ma egli hebbe l'aiuto di Eumene Rè di Pergamo, essendosi gli archi de gli inimici rimessi, & guasti, per la soprauenuta pioggia. Et cosi esso Cornelio Scipione finì la guerra. Ma del suo trionfo per cotal vittoria scriue Liuio, che L. Scipione venne nella città, il quale, per non cedere al fratello di cognome, volle essere chiemato Asiatico. Onde hauendo egil parlato in Senato, & nell'arringhiera di tutte le cose da lui fatte, fù per publico decreto concesso al Capitano il trionfo. Le conditioni della pace data ad Antioco furono tali, che esso Rè si astenesse dalla Europa, & si partisse da tutta quella parte d' Asia, che è di quà dal monte Tauro. Foße tenuto à pagare, per le spese fatte nella guerra quindeci mila tal enti Euboici, pagaße per dodici anni, mille talenti; & che rendesse ad Eumene quattrocento talenti. Di questa guerra contra il Rè Antioco del numero del suo essercito, & de i elefanti, de i carri falcati, & del fatto d'arme, con la uittoria de'Romani fa Liuio particolare mentione, nel libro settimo del la quarta Deca, doue potrà ciascuno leggere questa battaglia. Della steßa uittoria fanno ancoramentione Appiano nella Siriaca, Floro, Eutropio, & altri. Della quale scriue L. Floro in questo modo. Tum consule Scipione, cui frater ille modo victor Carthaginis Africanus volũtaria legatione aderat, debellari regẽ placet: & iam toto cessaret mari, sed nos imus vlterius. Meandrum ad amnẽ, montẽque Sipylum castra ponuntur. Hic Rex incredibile dictu quibus auxiliis, quibus copijs consederat. Trecenta millia peditum, equitum falcatorũq; curruum non minor numerus. Elephantis ad hoc immense magnitudinis, auro, purpura, argento, & fuo ebore fulgentibus, aciem vtrinq; vallauerat. Sed haec omnia praepedita magnitudine sua, ad hoc imbre, qui subito superfusus mira felicitate Persicos arcus corruperat. Primum trepidatio, mox fuga, dehinc triunphus fuerũt. Victo & supplici pacem atque partem regni dari placuit, eò libentius quòd tam facile cessißet. Adunque per la quadriga trionfale, che nella presente moneta si vede, noi habbiamo il testimonio della gran vittoria, & del trionfo di Scipione Asiatico del l' Asia, & di Antico Rè di Siria. La testa di Gioue, con la figura trinofale di esso Gioue, segnata in questa moneta, è per la cagione sopradeta, cio è per la spetiale diuotione, che il sudetto Consolo haueua à questo Dio.
    LA MONETA in argento di Q. Fabio Labeone, ha da vna parte la testa di
H Roma

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