Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

760.

ro & ad magistratus gerẽdos admitti familias has, Iulios, Seruilios, Geganios Maecilios, Curiatios, Quinctios, Coclios. &c. Ma di vn'altra famiglia Quinctia, la qual fu plebeia, fa mentione Cicerone nella oratione Pro A. Cluentio, & Liuio ancora al lib. 24. dalla quale trasse origine L. Quinctio Tribuno della plebe huomo nato di basso legnaggio.
    LA MONETA in argento di P. Cornelio Scipione Nasica, ha da vna parte la testa di Roma armata, con lettere tali di dietro NASICA . & dinanzi al volto di Roma vn ramo, che sembra di essere di Lauro. Ha dall'altra parte vna biga di caualli correnti, che tirano vn carro; sopra cui vedesi vna Vittoria alata, che porge con la destra mano in fuori vna corona. Et sotto il suddetto carro leggesi cotale iscrittione ??. SCIPIO. CN. F . Questa moneta fù battuta in Roma l'anno della città Dlxij. sotto il Consolato di P. Cornelio Scipione Nasica, il quale fù giudicato vn'ottimo huomo dal Senato, & fù quello, che condusse à Romala madre Idea nella seconda guerra Cartaginese, figliuolo di Gn. Scipione Caluo. Liuio chiama costui, & Africano fratelli germani, ouero cugini figliuoli di dui fratelli. Et perche al sopradetto P. Cornelio Consolo toccò in sorte la Gallia prouincia, egli vinse in battaglia i Galli Boij, che si erano mossi alla guerra, i quali hora sono i popoli del Bolognese, & del Ferrarese. Nel medesimo tempo quasi fù consecrato il Tempio della gran madre Idea; la qual Dea il sudetto P. Cornelio, come di sopra s'è detto, eßendo essa stata recata d' Asia, al tempo del Consolato di P. Cornelio Scipione, che fu poi cognominato Africano, suo cugino germano, & di P. Licinio, haueua condotto dal mare al monte Palatino, & tredici anni poi fù consecrato da M. Fuluio Bruto, & per la consecratione di esso si fecero giuochi. i quali furono i primi giuochi Scenici, che si celebrassero, nominati Megalesij. Adunque questo Publio Cornelio Consolo, venendo agiornata coi popoli Boij, combattè valorosamente, & ne ottenne la vittoria. Scriue Valerio Antiate, che furono vccise ventiotto migliaia de' nemici, presi tre milla quattrocento, cxxiiij. insegne militari, & Mecxxx. caualli, & ccxxxvij. carri, & de' vincitori eßerui rimasi morti Mcccclxxxiiij. Ancora che quanto al numero si possa dar poca fede a questo scrittore, perche nello accrescerlo, non è di lui vn'altro meno temperarato. non dimeno egli si vede, ch'ella fù gran vittoria; perche il campo fu preso: & doppo il fatto d'arme i Boij si dierono. Et per cagione d'essa dal Senato furono deliberate supplicationi, & fecersi sacrificij delle Ostie maggiori. Publio Cornelio Consolo, hauendo primieramente riceuuto gli statichi dai Boij, li condannò quasi nella terza parte del loro contado, nel quale il popolo Romano, volendo, potesse mãdare una Colonia. Partendosi poi per Roma, andando al suo trionfo, licẽtiò l'essercito, comandando à i soldati, che fossero à Roma il dì del trionfo, & egli il dì seguente, poi che cigiunse, fatto ragunare il Senato nel Tempio di Bellona; & hauendo dato conto delle cose fatte, domandò, ch'egli fuße lecito entrare in Roma trionfando. Posegli impedimento al trionfo, Publio Sempronio Blesio, al quale rispondendo contradisse Cornelio Scipione, per ottenere il trionfo, intendendo egli di trionfare de' Galli Boij, i quali hauea vinti, & rotti in battaglia campale, & spogliati de gli alloggiamenti, & infra due dì doppo il fatto d'armi, sottoposta tutta quella natione; & riceuuto da loro gli statichi in pegno, & sicurtà della pace. Adunque tutto il Se-
nato

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