Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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dendo, dißero, che nè l'vno nè l'altro voleuano, & che allegramente quello riceuerebbono, che gli ambasciadori loro lasciassero. Le quali cose scriue ancora il Zonara. Il medesimo consolo hauer trionfato de i Liguri, fanno fede gli scrittori capitolini. Et ci dimostra parimente la quadriga trionfale, col consolo trionfante sopra il carro, & con quella Vittoria, che l'incorona. Questo Q. Fabio fu cognominato Verrucosso, da vna Verrucca ch'egli haueua nelle labbia, come scriue Plutarco.
    LA MONETA moneta in argento di Manio Pomponio Mathone, ha da una parte la testa di Roma armata, con tale iscrittione dinanzi MATHO , & col segno del Denario dietro alla testa tale X. Ha dall'altra parte quattro caualli, che tirano un carro trionfale, con la figura sopra trionfante, che tiene il ramo del Lauro nella sinistra, & uedesi la figura in aria d'vna Vittoria, che porge alla detta figura vna corona, et leggonsi sotto il carro queste lettere. MV. POMPO. M. F . cio è Manius. Pomponius. Manij. Filius. Matho. Questa moneta fu battuta in Roma, l'anno della città medesimo 520. sotto il Consolato di Manio Pomponio Mathone collega di Q. Fabio Massimo, in tempo che gli toccò la impresa della guerra contra i popoli Sardi. Il qual Pomponio hauendo à questi moßa la guerra, non potendo trouar quelli, nascondendosi ciascun di loro per le felue, & per le spelonche, comandò che à lui fossero mandati di Italia sagaci cani, onde per mezo di quelli andandone inuestigando, per le vie & per le vestigie de gli huomini, & de gli animali, & molti ritrouatine, in tal modo gli vccise, si come scriue il Zonara. Quinci è, che noi leggiamo nella Epitome xx. Sardi & Corsi, cumrebellassent, subacti sunt. Il che noi chiaro uediamo col testimonio della quadriga trionfale, & per quella Vittoria con la corona. La figura sopra il carro è Manio Pomponio trionfante, tenente il ramo del Lauro nella sinistra, il quale quelli che trionfauano soleuano portare in mano. La gente Pomponia fu plebeia, la quale trasse sua origine da Pompone figliuolo di Numa Pompilio Rè, si come scriue Plutarco in Numa. del quale queste sono le parole. Alij supra hunc quatuor alios habuiße filios edunt Pomponem, Pinum, Calpum, & Mamercum, quorum vnumquemque prosapuam, & clarę successionem gentis reliquisse. Pomponis enim esse Pomponios sobolem, Pini, pinarios, Galpi, Calpurnios, & Mamerci, Mamercios, auibus etiam ex illo cognomen Regibussui ortum, &c. Si come ci mostra vn'altra moneta in argento, che ha da una parte vna testa sbarbata, con questa iscrittione intorno. L. POMPON. MOLO . Ha per riuerso la figura in piedi di vn augure col lituo in mano, che sta dinanzi vn'ara, & derimpetto si vede vn'altra figura, che conduce vna capra al sacrificio, con questa iscrittione NVM. POMPIL . che ci dimostra la origine di esso Pomponio, che egli trasse da Numa Pompil. Rè di Romani. Molte altre monete si ritrouano di Pomponio in argento, di uarij riuersi signate, sopra le quale lungo discorso si potrebbe fare, & di eße ne fa mentione Fuluio Vrsino nel lib. suo delle famiglie Romane.
    LA MONETA in argento di C. Fapirio Masone, ha da vna parte la testa di Roma armata, col segno del Denario dauanti X. & con tali lettere di dietro, ROMA .
F 4 Ha per

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