Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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in terra sià quella, la quale percossa, fù fatta la prima concordia infra gli Albani & li Romani, cioè il primo accordo, perche icta feriebant fędera porca. doue è da notare vno errore di alcuni, che scriuono falsamente le lettere sotto detta Scrofa C. SV BLICI. C. F . volendo stare C. SVLP ICI. C. F . cio è C. Sulpicius. C. F. La lettera abbreuiata sopra le figure armate, dal riuerso ??. non si puo intendere quel che significhi, conciosia che in tutte le monete, varie lettere puntate dello alfabeto si ritrouino, dalle quali alcuno non può trarre certo significamento. Ma vedesi appreßo, la moneta in argento di C. Fundanio Fundulo, collega di Sulpicio, che ha da vn lato la testa di Roma armata, con tale nota dell'alfabeto di dietro H. Et ha dall'altro lato vn carro trionfale, tirato da quattro caualli, sopra il quale vedesi vna figura; & poi sopra il primo cauallo scorgesi vn'altra figura, che porta in mano vn ramo di lauro, secondo il costume de'trionfanti, & sotto il carro leggesi questa iscrittione C. FVNDAN . & di sopra quest'altra nota Q. la qual moneta fù nel medesimo anno battuta, & sotto l'istesso Consolato. Ma della cerimonia, che vsorono i Romani anticamente, nel conchiudere l'accordo fra loro, & gli Albani, con li patti che fermarono tra di essi per dar perfettione al giuramento della confederatione, doue si fa mentione del Sacerdote Feciale, e del Padre Patrato, ce ne fa fede Liuio al lib. 1. della 1. Deca. Onde egli dice, che in quel tempo fù conchiuso vn'accordo, tra i Romani, e gli Albani, con questi patti, che quel popolo, con buona pace per l'auenire signoreggiasse l'altro, i cittadini del quale in quel presente combattimento, restassero vincitori. gli accordi & confederationi, si fanno con diuersi patti, & conditioni, ma tutti nel medesimo modo; quella intendiamo noi, che allora fù fatta in tal maniera. Et certo ei non si troua hoggi memoria di alcun'altra più antica confederatione. Il Sacerdote Feciale, addimandò al Rè in questo modo. Comandi tu ò Rè, & vuoi, che io facci lega, & confederatione col Padre Patrato del pop. Albano? Acconsentendo il Re, soggiunse il Feciale, io ti chieggio ò Re l'herba sacra. Rispose il Rè, prendi l'herba pura. Il Feciale allora recò l'herba pura di gramigna, colta sul poggio della Rocca. Poscia domandò il Rè in questa guisa. Fai tu ò Re me tuo nuncio, & mandato reale, e del popolo Romano? & de i Quiriti: i miei vasi, & i miei compagni? Rispose il Re, cosi faccio: il che fatto sia senza fraude, & danno mio, del popolo Romano, & de i Quiriti. Il Feciale era M. Valerio. costui sece Padre Patrato Spurio Fusio, toccandoli il capo, & i capelli con la Verbena. Il Padre Patrato si fa per patrare, cio è per sancire, e confirmare il giuramento e la cõfederatione, il che si seguita di fare con molte parole, le quali essendo recitate con lunga diceria, non fa mestiero in questo luogo riferire. hauendo poi lette le conditioni della pace: Ascolta, disse, o Gioue, Ascolta Padre Patrato del pop. Albano, Ascolta tu popolo Albano: il popolo Romano non sarà egli il primo, che mãchi à queste leggi et cõditioni, le quali dal principio al fine, sono state lette chiaramẽte in quelle tauole, e scritture, senza alcuna fraude, e in quella maniera che qui dirittamente, & puramente hoggi sono state intese. Se egli sarà il primo, che per consiglio publico, fraudolentemente mancherà, allora tu, ò Gioue, in quello steßo di cosi serisci, e percuoti il pop. Romano, come io hoggi questo porco ferirò. anzi tanto piu aspramente lo feri-
sci

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