Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

732.

fugauit, uel cecidit. & sic facile magnam uim hostium superauit. XX . millia Cartaginensium cęsa. elephanti XXVI . interfecti. CIIII . capti. & per Italiam ductimaximum Italis spectaculum prębuere. Asdrubal cum paucis Lilybęum profugit, & absens à pęnis capite damnatus est. Et Eutropio. Metellus consul in Sicilia Asdrubalẽ cum CXXX . elephantis, & magnis copijs vicit. apud Panormum XX . millia hostiũ occidit. XXV . Elephantes cepit. reliquos errantes collegit, &c. Ma Plutarco ancora del medesimo ne'suoi Paralleli cosi scriue. Pęnis, ac Siculis, socia aduersus Romanos arma parantibus, Metellus imp. omnibus dijs, pręterquam Vestae, sacrificiũ fecit, quae cum aduersos ventos immisisset, C. Iulius augur eos cessaturos dixit, si ante filiam im molasset. quod cum ille facturus esset, dea buculam supposuit. &c. Da i testimonij de i quali istorici noi vediamo la vittoria di Metello contra gli Africani in Sicilia, & il suo trionfo ancora, & parimẽte noi veniamo à notitia della cagione, per la quale questa moneta foße da lui signata del simolacro della Dea Vesta. Conciosia che scriua Plutarco, che douendo Metello andare alla impresa cõtra gli Africani in Sicilia, fece sacrificio à tutti gli Iddij, (secondo il costume De'Romani) fuori che alla Dea Vesta, la quale hauendogli mandati venti al suo viaggio contrarij, promise egli di placarla col sacrificio della figliuola, il che volendo esso Metello essequire, la Dea gli sottomise vna giouenca, per fare il detto sacrificio. Onde noi dobbiamo credere, che per tal cagione, segnasse poi la moneta con la testa di Vesta placata, hauendosi reso propitio il Nume di questa Dea. Molte monete si ritrouano, con la iscrittione di Cecilio Metello, con varij riuersi. La gente ritrouano, con la Secilia fù plebeia, ma veramente nobile, di molti magistrati hauuti, et ne gli antichi Denarij si ritrouasola la famiglia dei Metelli, come sono li quattro figliuoli, del Macedonico, cio è Marco, Caio, Quinto, & Lucio, de i quali Metelli noi più innanzi habbiamo à bastanza ragionato.
    LA MONETA , in argẽto, di C. Sulpicio Gallo, ha da vna parte due teste sbarbate, & coronate di dui giouani, l'vna sopra l´altra, con tale iscrittione dinanzi di lettere puntate. D.P.P. Ha per riuerso dui altri giouani armati, con gli elmi in testa, & con le aste in mano, nel mezo de i quali vedesi vna Scrofa giacente in terra, la quale queste due figure mostrano l'vna all'ltra, con tale nota di sopra P& alcun'altra ha questa I. & sotto leggonsi queste lettere C. SVLPICI. C. F . Questa moneta fù battuta in Roma, l'anno della città DX . sotto il consolato di C. Sulpicio Gallo, che fu collega di. C Fondanio. Et le due teste coronate de i due giouaui sono de i Dei Penati, con la iscrittione D.P.P. cio è Dij Penates. Li due giouani armati dal riuerso, potrebbono essere gli istessi Idij Penati, & la Scrofa cio è quella che apparue pregnante ad Enea à Lauinio, la qual città egli edifico in quel loco, doue sacrifico la detta Scrofa con gli Scrofati. doue esso Enea ripose gli Iddij Penati, serbati seco doppo la rouina della patria. Della qual porca, che apparue ad Enea leggi Dionisio al libro primo, Macrobio ne i Saturnali al lib. 3. Valerio Massimo al libro I. Ma del luogo di Lauinio prima edificato, scriue cosi Varrone de lingua latina al li. 4. Oppidum quod primum conditum in Latio stirpis Romanae Lauinium. Nam ibi Dij Penates nostri. Et scriue Dionisio, che dui solamente erano gli Idij Penati, & che teneuano in mano i pili. Ma vi è vn'altra interpretatione. che le due figure, sieno l'vna del Feciale, e l'altra del Padre Patrato, & che la Scrofa che si vede
F in

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.

powered by Goobi viewer