Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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te forme, di tanti rouesci, da tanti maestri fatte, & con tanta arte: Onde si vede, che essi ne hanno conseguito la intention loro di perpetuarsi. Da che si può conoscere ò giudicare, che non per monete, ma à tal fine di tali memorie fossero le medaglie battute. L'istesso Suetonio nella vita di Caligula, parlando de i vitij & disetti di esso Caligula, & dicendo, che egli era inuidioso, & maligno, superbo, & crudele, soggiunge, che le statue de gli huomini illustri, che per la strettezza del luogo erano state leuate da Augusto dalla piazza del Campidoglio, & poste nel campo Martio, furono da Caligula rouinate, & guaste, in modo, che chi le hauesse volute rifare, non haurebbe, non che altro, potuto ritrouarne i titoli. Qui si vede parimente, come per onorar la memoria de gli huomini illustri, i Romani, quando in Campidoglio, & quando in campo Martio haueuano le loro statue riposte. Giulio Capitolino nella vita di Antonino Pio, scriue, esso Antonino hauer riceuuto vna statua d'oro, che gli fu dal Senato drizzata, & dice, che essendogli la moglie Faustina morta, quella fu dal Senato consacrata, & fattole Tempij, & dedicatole statue d'oro, & d'argento. Della consecratione di Faustina Augusta veggiamo noi la memoria in più modinelle antiche medaglie, che hanno ne i loro rouesci i Tempij, la sua sepoltura, cioè il rogo funerale, i Circensi con gli elefanti, il pauone, l'anima di essa Faustina sopra il pauone portata in cielo, & altri onori, fatti à lei da'Romani doppo morte. Il medesimo Capitolino ancora nella uita di M. Antonino filosofo, dice, che in molte case si trouauano anticamente le statue di M. Antonino fra gli Iddij penati. Il che non solo ci dinota, che gli antichi tenessero le statue de i chiari huomini per memoria, ma per ueneratione & per adorarle. Conciosia cosa, che ci affermino etiandio gli istorici, che le effigìe de i Diui Principi Romani, non solamente da gli esserciti fra i segni militari, ma da i Re ancora erano adorate. Dell'onore, che si faceua à queste imagini de i Principi Cornel. Tacito nel lib. XV . ci rende testimonianza, parlando di Tiridate Re de'Parti, & facendo ancora mentione della imagine di Nerone.
    Medio tribunal sedem curulem, & sedes effigiem Neronis, sustinebat. Ad quam progressus Tyridates, caesis ex more victimis, sublatũ capite diadema imagini sub iecit, magnis apud cunctos animorum motibus, quos augebat insita adhuc oculis exercituum Romanorum caedes, aut obsidio. Da che possiamo noi scorgere parimente, & conoscere la dignità delle Medaglie antiche, per le imagini loro, che vi erano impresse. Lampridio nella vita di M. Commodo Imperadore parlando della vanità di esso Commodo nel volere essera chiamato Ercole Romano, scriue, che detto Commodo riceuette le statue in abito di Ercole, & che gli fu sacrificato come a Dio. Nel qual'abito di Ercole con le lettere espresse, esso Commodo si vede ancor nelle sue medaglie di rame, picciole, e grandi, che furono dal popolo Romano à suo special'onore, & ambitione battute. Il medesimo nella vita di Alessandxo Seuero, descriuendo le partì, & le qualità del suo corpo, dice.
    Et erat corporis venustate decorus, vt hodie in picturis & statuis videmus. Et scriue appresso, che Alessandro uolle, che le statue de gli huomini illustri d'ogni luogo trasportate, fossero collocate, & poste nel foro di Traiano. Della qual collocatione di Alessandro fa il medesimo mentione con tai parole.
Statuas

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