Full text: Erizzo, Sebastiano: DISCORSO DI M. SEBASTIANO ERIZZO. Sopra le Medaglie de gli Antichi.

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naio, come fanno anco molti altri scrittori, i quali, hauendo à nominare qual si voglia numero di scudi ouer denari, che si sieno spesi, li dicono tante drame di oro. Adunque noi non diremo, che sia fuor di ragione la opinion di costoro, che le medaglie d'argento picciole, con le effigie de'Cesari, le quali si trouano in tanto numero, fossero ogni anno portate à Romane i tributi dalle molte città tributarie al popolo Romano. Et tanto piu mi pare, che questa opinione habbia del verisimile, essendomi peruenuta alle mani vna medaglia, in argento, di assai buon peso, greca, di Nerone Cesare, in giouenil'età, con tale iscrittione intorno alla testa. ΝΕΡΩΝΟC. ΚΑΙCΑΡΟC. ΓΕΡΜΑΝΙΚΟY . cioè Neronis. Caesaris. Germanici. Ha dal rouerscio il lituo uerga dell' Augurato & la patera; & di sopra si leggono lettere tali ΔΙΔΡΑΧΜΟΝ . cioè Didrachmum. La qual medaglia ci mostra chiaro, essere stata vna moneta da pagar il tributo, del ualore di due drachme. Conciosia, che il Lexicon greco sopra questa voce, scriue cosi. Δὶδραχμον. Didrachmumi. numus duas drachmas continens. Et Suida appresso, scriue cosi. Δὶδραχμο.{εἰ}ςφορὰ, συντὲλεσις λ{ει}τουργία. cioè Didrachmum, tributum, contributio, populare seruitium. Vediamo adunque, che questa era vna moneta, portata à Roma dalle città della Grecia. segnata della effigie di questo Principe, del peso di due drachme, che poteua valere dui Denarij Romani, hauendo noi mostrato di sopra, essere vguale il peso della drachma attica à quello del Denario Romano. Onde si può considerare, che si come le città portauano per lo tributo monete del peso di due dramme, ne portassero ancora di quelle, che pesauano vna dramma, cioè vn Denario, trouandosi molte medaglie, in argento, greche, segnate delle effigie de gli Imperadori del peso di vn Denario, le quali dall'essempio di questa, noi poßiam giudicare, che parimente fossero portate dalle dette città à Roma, per monete del tributo, Ora, si come le città greche portuaano questa sorte di monenete à Roma, con le teste de i principi loro signori, perche noi non habbiamo à credere, che ancora le altre città dell'Italia, & quelle che erano tribuitarie de'Romani, portassero queste monete d'argento, segnate con le effigie de i Cesari, per pagare il loro tributo? Le quali fossero à questo fine battute, & non per monete ordinarie. Ma se noi vogliamo produrre altri testimonij, che questo Didrachmo fosse vna moneta fatta per pagare il tributo, & che à questo fine era ancora vsata, leggasi Dione istorico nella vita di Vespasiano, il quale scriuendo, come esso Vespasiano nella guerra Ciudaica, prese Gierosolima, & abbrusciò il Tempio, sotto Tito Prefetto à questa impresa, mostra, come fu à i Ciudei imposto da esso Tito vn tributo, di pagare ogni anno vn Didrachmo à Gioue Capitolino, con tali parole. Itaque Hierosolyma die Saturni, quem diem in primis Iudaei colunt ad haec nostra tempora, conciderunt. Abeodem Tito iußi sunt quotannis didrachmum pendere Ioui Capitolino ij qui patrias leges eorum tuerentur. &c. Oltre à ciò, per con fermare ancora questa opinione per vera, che le medaglie de'Cesari in argento si portassero generalmente à Roma, dalle città soggette al Romano Imperio, per censo, ouero per tributo ordinario, io non ho giudicato fuori del nostro proposito, di produrre il verissimo testimonio di vn'antica Cronica, da me veduta, scritta à mano in lingna volgare antica. La quale gia piu di ducento anni fu compo-
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